Tanto scouting, pochi soldi, fiducia nei giovani: alla scoperta del miracolo tedesco Friburgo
Le stime dicono che il monte ingaggi del Friburgo si aggiri sugli 11-12 milioni di euro netti totali. E che eccezion fatta per un giocatore dalla grandissima esperienza internazionale come Matthias Ginter, preso dal Borussia Monchengladbach, nessuno sfiori il milione di stipendio. Anzi. Gran parte dei giocatori si ferma al tetto dei 500-600mila euro annui eppure, nonostante queste cifre così basse per il calcio internazionale, il club tedesco ha una straordinaria storia di risultati e piazzamenti. Con Christian Streich alla guida ha conquistato uno storico quinto posto nel 2013, poi due anni più tardi è retrocesso ma dopo aver vinto la Zweite è sempre stato una conferma. Da tre stagioni, e questa è la quarta, è stabilmente nelle top 4 del campionato e sempre, chiaramente, con la stessa guida in panchina.
La capacità di credere nei giovani, vendere, fare scouting
Prendiamo ad esempio quest'ultimo calciomercato. Con la cessione di Nico Schlotterbeck, uno dei tantissimi prodotti del Friburgo II, 20 milioni dal Borussia Dortmund, il Friburgo ha finanziato tutta la campagna acquisti. Oltre allo straordinario arrivo di Ginter dal 'gladbach, l'intuizione è stata Ritsu Doan dal PSV Eindhoven: pagato 8,5 milioni di euro, è già stato nella top 11 dei migliori al Mondiale ed è una delle grandi rivelazioni anche della Bundesliga. Ha preso uno svincolato come la punta Michael Gregoritsch dall'Augsburg, sempre riferimento della formazione di Streich in avanti, e tra gli altri si è garantito il futuro spendendo per Merlin Rohl dall'Ingolstadt e promuovendo Robert Wagner dall'Academy.
Un fenomeno da studiare
Due anni fa ha preso Baptiste Santamaria dall'Angers e l'ha rivenduto al doppio una stagione dopo, di fatto ha fatto praticamente solo plusvalenze. Con Robin Koch, con Luca Waldschmidt. Ha promosso giovani ed è capace di cercare anche nelle serie minori, tipo il portiere Mark Flekken che arriva dal MSV Duisburg. Oppure in campionato alternativi, vedi l'ungherese Roland Sallai dall'APOEL Nicosia, o ancora nelle terze file delle grandi squadre, Philipp Leinhart del Real Madrid. Una qualità straordinaria, il coraggio di cedere, la capacità di vendere, le intuizioni giuste per rinnovarsi e migliorarsi anno dopo anno.






