Porto, Prima in Champions di Farioli a 37 anni: "Alcune cose si sono un po' sdoganate"
Nonostante la una sconfitta per 2-0 del Porto contro il Manchester City, è un Francesco Farioli molto felice quello che si è presentato ai microfoni di Sky Sport per commentare il proprio debutto in Champions League.
Il Porto ha giocato bene, il Manchester City ha Haaland: sta qui la differenza?
"Non è soltanto il loro numero 9 ma la qualità che hanno in tutti i reparti. Noi pero abbiamo fato una partita di alto livello, abbiamo lottato, nella ripresa abbiamo cambiato ritmo e creato tante occasioni che non abbiamo convertito. A questi livello basta un mezzo metro per pagare pegno. La partita è stata di un ritmo e di un'intensità incredibile, sia quando abbiamo difeso con blocco basso, sia nei momento in cui avevamo la palla in situazioni di campo aperto. Ci è mancato un po' di qualità dentro le due aree di rigore".
Com'è lavorare con un Presidente che è stato anche allenatore (Villas Boas, ndr)?
"Il Presidente sa quali sono le esigenze degli allenatori. Con lui ho grande sinergia che è stata la chiave del successo dello scorso anno. Sono grato a lui e a tutta la società per l'opportunità che mi hanno dato 13 mesi fa. Stiamo cercando di fare il meglio, nonostante qualche risorsa in meno rispetto ad altri club cerchiamo di compensare con le idee".
In Champions ci sono 20 sotto i 50 anni, 16 sopra: cosa sta cambiando?
"Alcune cose si sono un po' sdonganate. 6-7 sanni fa quando ho inziato eravamo in 2-3 in tutta Europa ad avere l'opportunità di alenare a 30 anni, oggi le cose sono un po' cambiate. Credo che la qualità faccia la differenza. Ci sono allenatori esperti, che hanno fatto la storia del calcio, che abbiamo studiato e continuamo a studiare. Da parte mia c'è la voglia di fare il massimo per meritarmi questo palcoscenico".






