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TMW - FIFA, Infantino: "Ma cosa aspettiamo a intitolare lo stadio Olimpico a Paolo Rossi?"

TMW - FIFA, Infantino: "Ma cosa aspettiamo a intitolare lo stadio Olimpico a Paolo Rossi?" TUTTOmercatoWEB
Ivan Cardia
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Ivan Cardia
lunedì 4 aprile 2022, 12:53Serie A

Ospite a Firenze della Lega Pro in occasione dell'evento organizzato per ricordare Artemio Franchi, è intervenuto a Palazzo Vecchio il presidente della FIFA, Gianni Infantino: "Dobbiamo sempre ricordarci, noi dirigenti, che il nostro ruolo non è essere protagonisti, ma preparare la scena per gli attori principali, che riescono a toccare il cuore di ragazzi e ragazze. È un onore essere qui con voi, un piacere doveroso celebrare il più grande dirigente del calcio italiano a cento anni dalla sua nascita. Permettetemi di mandare un grande abbraccio a Sinisa Mihajlovic: non c'entra niente, ma c'entra perché ci sono cose più importanti del calcio. Siamo tutti con te, Sinisa".

Il ricordo di Artemio Franchi: "Non lo sapevo, ma leggendo nel volo da Doha ho scoperto che è diventato presidente della FIGC dopo le dimissioni del suo predecessore a seguito della sconfitta contro la Corea del Nord. Due anni dopo, l'Italia ha vinto gli Europei e nel 1970 ha disputato la finale dei Mondiali. La mia carriera è iniziata in quegli anni: non ho mai avuto il piacere di conoscerlo, ma spero che le mie figlie parleranno di me come i suoi figli parlano di lui. Franchi era protagonista negli uffici dell'UEFA, io ho iniziato dal livello più basso e lui è sempre stato un esempio di dirigente capace e disciplinato, quasi svizzero per alcune sue particolarità ma anche molto italiano nella sua diplomazia".

Intitolare l'Olimpico a Paolo Rossi. Infantino ha proseguito parlando del compianto Pablito: "Ricordo un piccolo episodio che mi è stato raccontato: l'8 dicembre abbiamo voluto dare un tributo alla FIFA a un grande calciatore italiano, Paolo Rossi. Sono venuti molti campioni del mondo dell'82 e anche avversari. A proposito, cosa aspettiamo a intitolare l'Olimpico a Paolo Rossi? Non c'è italiano che abbia dato di più a questo sport, per favore. Lo dico a tutti i dirigenti presenti: dateci una mano, credo lo meriti. Tornando a noi, in quell'evento ho conosciuto Abraham Klein, l'arbitro di Italia-Brasile del 1982: mi ha regalato un libro che ha scritto anni fa, aprendolo ho visto che la prefazione era in onore di Artemio Franchi. Gli ho chiesto come mai e mi ha raccontato che, prima dei Mondiali, lui aveva capito che non ce l'avrebbe fatta a essere nominato nel gruppo degli arbitri: Franchi gli disse di stare tranquillo e lo convinse a non ritirarsi. Il giorno delle nomine, Klein aspettò la famiosa telefonata che effettivamente arrivò: fu nominato con un voto a favore e Franchi era presidente della commissione arbitri FIFA, probabilmente il suo voto fu decisivo".

VAR a distanza di anni? Infantino ha proseguito il ricordo dell'incontro con Klein: "Tra l'altro ha ammesso che il gol di Antognoni era valido, quindi rettifichiamo il risultato, finì 4-2. Queste sono emozioni che il nostro sport dà ai ragazzi e ai giovani: è importantissimo inoltre il ruolo delle donne, io sono presidente della FIFA che per la prima volta nella sua storia ha nominato una donna segretario generale. Questi sono i valori che il calcio dà e che noi dirigenti dobbiamo proteggere, come faceva Artemio Franchi. Essere leader significa ascoltare, ma anche prendere delle decisioni e agire: senza questo, probabilmente l'Italia non avrebbe vinto gli Europi e non si sarebbe qualificata ai Mondiali, la UEFA non avrebbe fatto quei passi che ha fatto in un momento in cui l'Europa era divisa. Come dirigenti, dobbiamo sempre cercare, con diplomazia, con emozione, di riportare lo sport a svolgere questo ruolo importantissimo di regalare emozioni alle persone e non rimanere attaccati alle poltrone giusto per rimanere dirigenti".

Fonte Dal nostro inviato, Lorenzo Marucci
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