TMW - Pecini: "Il sistema 'Moneyball' ha tanti esempi straordinari. Ma ci sono troppi improvvisati"
Dirigente di spessore internazionale, uomo mercato a 360°, Riccardo Pecini ha rilasciato oggi una lunga intervista a Tuttomercatoweb.com sul futuro del mondo del calciomercato. Intrecciando la visione 'tradizionale' delle trattative con quella che è la grande moda dei dati. "Le piccole possono aver le risorse per usare il dato in modo analitico. Uso il dato per analizzare il giocatore ma non hanno risorse economiche e umane e conoscenze per usare il dato come usa Moneyball. Le piccole non sono pronte, è un investimento economico e in persone e formazione che nessuna può fare. Le grandi sì, invece: ci sono esempi come Liverpool, Roma, il Tolosa a modo suo, il Milan, la Red Bull a modo loro. Il gruppo 777 proprietario del Genoa si è strutturato in modo professionale come risorse e investimenti, poi ci sono troppi esempi di gente impreparata che smanetta con un tool".
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Magari anche con l'aiuto del mercato e dei dati. Che idea si è fatto dell'utilizzo dei dati nel calcio?
"Ho studiato tantissimo il mondo dei dati, cercando di capirlo il più possibile. Faccio un ragionamento culturale: siamo in un paese, e riguarda tutta l'area mediterranea, dove non è facile contestualizzare il giocatore. La parte mentale è forse più importante di alcune caratteristiche che si evincono dai dati rispetto a Olanda o Inghilterra. Quello che il dato può indicare va mediato dalla conoscenza del ragazzo. Poi i dati sono diventati una moda per le proprietà americane che hanno bisogno di questo sennò non capiscono il gioco; hanno bisogno del dato per avere una programmazione e un po' perché si sono sviluppate tante società che hanno investito tanto in questo".
Investimenti e risultati: a che punto siamo?
"In Europa, partendo dalla moda, di club che sanno usare i dati ce ne sono una quindicina al massimo. Gli altri li comprano ma non li sanno usare, usano le piattaforme in modo improprio. La sfida è formare chi sappia usare il prodotto contestualizzandolo alla propria realtà. L'Est Europa ci sta superando: Polonia, Repubblica Ceca e Serbia hanno università che iniziano a formare col dato applicato allo sport. Da noi hanno estrazione troppo lontana, quasi informatica".






