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Paparesta: "Milan-Juventus a Irrati è una scelta per non bruciare altri arbitri"

TMW RADIO - Paparesta: "Milan-Juventus a Irrati è una scelta per non bruciare altri arbitri"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di Federico Gaetano
martedì 05 gennaio 2021 19:01Serie A
di Dimitri Conti

Gianluca Paparesta ai microfoni di Francesco Benvenuti e Niccolò Ceccarini

L'ex arbitro Gianluca Paparesta ha parlato ai microfoni di Niccolò Ceccarini, nel corso della trasmissione Stadio Aperto su TMW Radio: "Secondo me il bilancio degli arbitri in questo inizio di Serie A è positivo: con un ricambio generazionale alcune cose vanno affinate, ma mi sembra che anche il VAR vada verso qualche miglioramento. Mi auguro che rimanga tutto così anche per le partite più delicate, ad iniziare da Milan-Juventus domani sera".

Come valuta la scelta di Irrati per Milan-Juventus?
"Sicuramente è dovuta al fatto di non bruciare altri arbitri che potranno essere utili per il prosieguo. Irrati è molto esperto, ed essendo pacato riesce ad instaurare un buon dialogo ma senza fare troppo il personaggio. Ha fatto carriera, ed è stato premiato nel suo percorso, più come arbitro al VAR, ma è comunque uno di grande affidabilità".

Tardiva la riunificazione della C.A.N. di A con quella di B?
"Sì, assolutamente tardiva. Ero uno dei fautori e l'avevo sollecitata più volte anche quando avevo inizialmente dato la candidatura alla presidenza della Serie B. Ci sono arbitri di A che ormai già da 3 anni arbitrano in un determinato modo col VAR ed altri di B che finora no. La situazione è assurda e crea danni anche alle squadre della Serie B, perché una volta abituati all'ausilio della tecnologia per gli arbitri è difficile tornare indietro".

Com'è secondo lei arbitrare nel silenzio?
"Dipende sempre da chi arbitra e come preferisce farlo: c'è chi preferisce esser tranquillo e non sentire tutto lo stadio urlare alla prima decisione contro la squadra di casa, e chi invece riesce a prendere le giuste decisioni a prescindere da cori e proteste. Dipende dalle persone ma per me è meglio arbitrare quando ci sono i tifosi. C'è anche l'ulteriore difficoltà nel dover gestire lamentele dalla panchina, che oggi si sentono molto più facilmente".

A che punto è Castrovilli oggi, secondo lei?
"Un patrimonio del calcio italiano, assolutamente. Mi fa piacere averlo individuato e portato al Bari, averlo fatto crescere con la prima squadra: da lì si è deciso di fargli fare un passo in avanti in accordo con la Fiorentina, e sono contento per lui che sia rimasto quel ragazzo umile che era quando faceva tanti sacrifici e chilometri per venirsi ad allenare a Bari. Lo scorso inverno a Palermo l'ho visto con la Nazionale, ha giocato un'ottima partita e la cosa mi ha dato grande soddisfazione. Per l'età che ha è qualcosa di grande".

Ha chance di andare agli Europei?
"Per me può farcela. Mancini lo conosce, l'ha visto giocare molto bene e sa di poter contare su un giocatore che ha delle doti utili anche e soprattutto al gioco dell'Italia. Immagino sia nel suo interesse tenere gli occhi su Gaetano, chiamato ad affrontare una stagione non semplice viste le difficoltà della Fiorentina, ma chissà che non possano ritrovare sicurezza e capacità".

Può essere l'anno giusto perché il Bari torni in Serie B?
"La società sta facendo investimenti molto importanti. Chiaro, non è che se spendi vinci per forza visto che ci sono contendenti importanti che stanno costruendo progetti interessanti, e penso per esempio alla Ternana. Il campionato di C è difficile e ancora molto lungo, ci sono le possibilità per risalire e tentare di affermarsi. Ai playoff è una lotteria, invece: su trenta squadre ne passa una, contano vari fattori tra cui le casualità".

Com'è la situazione del Palermo di oggi?
"Per me è stata una bellissima esperienza come città e tifoseria, Palermo è una piazza che non può stare neppure in B: è proprio da Serie A. Auguro alla loro tifoseria di raggiungere al più presto i traguardi che merita. Dispiace sia finita la storia con Di Piazza, oltre a persona di cui ho grande stima e che mi aveva chiesto di partecipare è stato perso un imprenditore di cui tutti hanno visto le capacità economiche e passione disinteressata. Ognuno ha la sua dignità, e non può essere calpestata: mi dispiace che Palermo abbia perso un imprenditore che non voleva nulla".

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