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Vozinha commuove ai Mondiali, l'agente: "Ecco la sua storia e cosa mi ha detto dopo la Spagna"

Vozinha commuove ai Mondiali, l'agente: "Ecco la sua storia e cosa mi ha detto dopo la Spagna" TUTTOmercatoWEB
Daniele Najjar
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Daniele Najjar
giovedì 18 giugno 2026, 17:00Serie A
L'eroe di Capo Verde raccontato da Adilson Dos Santos da Cruz, agente e membro del suo entourage

Non tutti sono stati favorevoli all'allargamento della Coppa del Mondo a 48 squadre, ma uno degli aspetti positivi di questa novità voluta dalla FIFA è sicuramente il fatto che sono aumentate le storie uniche da raccontare. Le quali, inevitabilmente, sarebbero rimaste nell'ombra qualora il Mondiale fosse rimasto riservato alle solite squadre. Storie come quella di Capo Verde: si pensava che già il fatto di esserci fosse l'obiettivo massimo raggiungibile per la squadra di Bubista, ma all'esordio è arrivato un sorprendente pareggio ottenuto contro la Spagna.

Protagonista assoluto è stato il portiere Josimar José Évora Dias, conosciuto da tutti come Vozinha. A 40 anni ha compiuto sette parate contro le Furie Rosse, per poi commuovere tutti con le lacrime post-match. Sono emersi in questi giorni alcuni aspetti legati alla sua storia personale: dalla madre che non è riuscito a raggiungerlo negli Stati Uniti per problemi con il visto agli altri lavori che ha dovuto fare nel suo percorso per mantenersi, fino al bullismo subito da piccolo.

Ne abbiamo parlato con Adilson Dos Santos da Cruz, suo storico agente e tutt'ora parte del suo entourage (che sta crescendo vista la crescente popolarità).

Prima di tutto: sua madre è finalmente riuscita a raggiungerlo negli Stati Uniti?
"La famiglia è estremamente importante per Vozinha. Si è parlato della possibilità che alcuni parenti lo raggiungessero, ma per motivi di privacy preferisco non entrare nei dettagli relativi ai viaggi della famiglia. Posso però dire che ha ricevuto un sostegno straordinario dalla sua famiglia durante tutto questo percorso ai Mondiali".

Cosa le ha detto Vozinha dopo la sua grande prestazione contro la Spagna?
"Ciò che mi ha colpito di più è stata la sua umiltà. Mentre tutto il mondo del calcio parlava della sua prestazione, Vozinha era già concentrato sulla prossima sfida. Mi ha detto che il riconoscimento individuale conta poco se non aiuta la squadra. I suoi primi pensieri sono andati a Capo Verde, ai suoi compagni di squadra e a rendere orgoglioso il suo Paese".

Il suo soprannome, Vozinha, è legato a un modo con il quale lo chiamavano da bambino per prenderlo in giro, dicendogli di "chiamare la nonna"?
"Sì, questa è la storia che ha confermato lui stesso nel corso degli anni. Da bambino, gli amici gli dicevano di chiamare la nonna per prenderlo in giro ("vai chamar a vozinha"), e il soprannome gli è rimasto. È divertente pensare che un soprannome nato come uno scherzo infantile sia ora diventato famoso in tutto il mondo del calcio".

I suoi follower su Instagram sono passati da poche decine di migliaia a 13 milioni in pochi giorni (per ora). Come sta gestendo questa crescente popolarità?
"L'attenzione su di lui è stata straordinaria, soprattutto in Brasile e in tutto il mondo lusitano. Ma Vozinha rimane incredibilmente con i piedi per terra. Sa che la popolarità può svanire con la stessa rapidità con cui arriva. La sua attenzione rimane concentrata sul calcio, sulla famiglia e sul rappresentare Capo Verde con dignità. Naturalmente è grato per il sostegno, ma la fama non ha cambiato chi è".

Il calcio è sempre stato il suo lavoro principale? O ha fatto/fa anche altri lavori per vivere?
"Come per molti calciatori africani della sua generazione, il suo percorso non è stato sempre facile. Ci sono stati periodi in cui il calcio non gli ha garantito la sicurezza finanziaria che oggi si potrebbe immaginare. Ma era uno studente brillante, ha fatto sacrifici ed è rimasto fedele al calcio. La sua storia è un potente esempio che il successo spesso arriva dopo anni di perseveranza che nessuno vede".

Quanto può sognare Capo Verde in questo Mondiale con le parate di Vozinha?
"Perché non sognare in grande? Il calcio ci ha dimostrato più volte che la fiducia può portare una nazione più lontano di quanto chiunque si aspetti. Le parate di Vozinha infondono fiducia a tutta la squadra, ma lui stesso direbbe per primo che il calcio è uno sport di squadra. Capo Verde deve sognare, rimanere umile e affrontare una partita alla volta. Con organizzazione, disciplina e un portiere in questa forma, tutto è possibile".

La più grande lezione di Vozinha?
"La lezione più importante che si può trarre dalla storia di Vozinha è che il successo è arrivato dopo decenni di duro lavoro. A oltre 40 anni, quando molti pensavano che i suoi anni migliori fossero ormai alle spalle, è salito sul palcoscenico più importante del calcio mondiale e ha offerto una delle prestazioni più memorabili della sua vita. Ecco perché così tante persone in tutto il mondo si sono immedesimate nella sua storia. Non si tratta solo delle parate, ma di resilienza, carattere e di non arrendersi mai".

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