Vozinha eroe del Mondiale: "Un premio al percorso. La crescita sui social? È una locura!"
A due gironi dalla memorabile impresa di pareggiare contro la Spagna, a La Gazzetta dello Sport ha parlato il portiere eroe della nazionale africana Vozinha: "Il mio nome? Mi sarei dovuto chiamare Jorge Valdano perché sono nato durane il Mondiale in Messico nel '86 e mio padre, grande appassionato di calcio, voleva chiamarmi come Valdano. Un funzionario all’anagrafe gli disse che non si poteva mettere un nome straniero a un bambino, allora scelse un giocatore di lingua portoghese. Josimar era in gran forma. Vozinha? Sono cresciuto con i nonni e in un quartiere dove i ragazzi più grandi di me mi davano un sacco di botte. Io tornavo a casa arrabbiato e quei ragazzi mi dicevano che andavo a lamentarmi con i nonni. Vozinha da noi significa nonnina: è nato così. Dopo la partita ho pianto perché il pensiero è volato a loro".
Sul premio di migliore in campo: "Sono orgoglioso anche perché per me è un onore rappresentare il Paese che amo. È stata una gratificazione incredibile sentire la gente urlare il mio nome. Vivo il Mondiale come un premio al mio percorso: da bambino non avrei nemmeno immaginato una cosa del genere".
Sul pareggio contro la Spagna: "Ha un valore immenso. Abbiamo fatto la storia e per questo ringrazio la popolazione per l'affetto. Adesso quasi tutti sanno dov’è Capo Verde e, soprattutto, cos’è: un piccolo Paese con un cuore grande. Siamo resilienti, orgogliosi delle nostre origini e faremo di tutto per portare in alto il nome di Capo Verde".
Sulla crescita su Instagram - dove è passato da 50mila follower a oltre 11 milioni al momento -: "È una locura. Una cosa pazzesca veramente. Tra l’altro io non ci vado spesso su Instagram".






