Zoro: "Razzismo cancro da estirpare con la forza. Lukaku non meritava il cartellino rosso"
L'ex difensore del Messina Marc Zoro, che nel 2005 durante una gara contro l'Inter al "San Filippo" si rifiutò di giocare dopo aver ricevuto insulti razzisti, ha parlato ai taccuini della Gazzetta dello Sport degli ultimi episodi capitati a Lukaku: "Non meritava il cartellino rosso. Ha solo risposto a una provocazione ben più grave. Non è cambiato nulla da quel Messina-Inter? Gli imbecilli ci saranno sempre. L’Italia non è un paese razzista, assolutamente. Ho vissuto anni meravigliosi. Senza lo scout che mi notò in Costa d’Avorio non sarei mai diventato calciatore. Ricordo ancora i gradoni di Zeman a Salerno, la promozione in Serie A con il Messina nel 2004 e il magico San Filippo, che per me vale più del Santiago Bernabeu. Non c’è stato un altro stadio, in Italia, dove mi sia sentito più felice.
I razzisti sono pochi e vanno combattuti con ogni mezzo. L’unico problema è che purtroppo esistono persone poco intelligenti. Il razzismo è un cancro da estirpare con la forza, a testa alta, senza mai abbassare la testa. Nel 2005 avevo 22 anni e scelsi di fare così. Non potevo sopportare che a Messina, a casa mia, ci fosse qualche idiota pronto a insultarmi. Quindi ho preso il pallone. Fu un gesto istintivo".
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