Benevento, involuzione dopo il caso Lapadula. Stadio sempre più vuoto
Analizzando il rendimento delle prime della classe, possiamo dire che quasi tutte stanno ottenendo risultati altalenanti in quest'avvio di girone di ritorno. Il Pisa ha conquistato appena due punti della doppia sfida interna consecutiva con Ternana e Vicenza, il Lecce è stato fermato dall'Alessandria, il Frosinone ha subito una autentica involuzione come confermato dal ko interno con la matricola Como. Il Benevento non fa eccezione e la sconfitta in casa contro l'Ascoli ha fatto suonare un piccolo campanello d'allarme, al punto che la società e la dirigenza hanno deciso di mandare la squadra in ritiro per preparare nel migliore dei modi una trasferta, quella di Cittadella, che a questo punto diventa fondamentale. Ma cosa sta succedendo ai giallorossi, andati alla sosta natalizia con una marcia in più rispetto alla concorrenza e oggi sterili in avanti e vulnerabili in difesa? In attesa che i nuovi entrino in forma e possano dare un contributo maggiore, è inevitabile che il caso Lapadula abbia inciso. Mister Caserta, di punto in bianco, si è ritrovato senza il suo goleador, ma soprattutto senza un giocatore di grandissima personalità e che stava trascinando il gruppo verso le zone nobili della classifica. C'è chi invoca un reintegro in rosa, in fondo il calciatore è ancora a busta paga e potrebbe tornare utilissimo nella seconda parte di stagione. Ma sarebbe comunque un azzardo in ottica gestione dello spogliatoio, dal momento che la proprietà ha più volte dichiarato che nessun atleta demotivato sarebbe mai stato preso in considerazione. "E' stato lui a chiedere la cessione, non ha dato disponibilità per la partita contro il Monza e noi non tratteniamo nessuno contro voglia" dichiarò il club a inizio gennaio, scelta approvata dal pubblico e da tutto l'ambiente giallorosso.
A tal proposito va fatta una riflessione: possibile che una squadra che lotta per la promozione in A abbia un seguito così scarno di spettatori? Nell'ultimo match interno, pur con l'alibi di un orario scomodo per commercianti e lavoratori e in una giornata fredda e piovosa, c'erano appena 1800 paganti. Numeri che hanno deluso le aspettative di una società che, in tempi di crisi economica, ha comunque allargato i cordoni della borsa investendo ulteriori risorse nella sessione invernale. Possibile che, dopo anni e anni di serie C, la gente si sia "imborghesita" per due promozioni in A snobbando la cadetteria? Nessuna squadra può prescindere dall'apporto dei tifosi, figuriamoci in piazze del Sud che sono notoriamente il dodicesimo uomo in campo. Vedremo se nelle prossime settimane, in concomitanza con partite decisive e scontri diretti interessantissimi, la torcida giallorossa saprà dare una risposta differente. Intanto, a Cittadella, vietato sbagliare. Possibile che Caserta, a cui è stata giustamente rinnovata fiducia, conceda spazio ai veterani per uscire dal momento di difficoltà. Si rivedranno dal primo minuto Glik, Insigne ed Improta, giocatore importantissimo falcidiato dagli infortuni ma che potrà essere un'arma in più soprattutto per la sua duttilità tattica. Farias, in evidente ritardo di condizione, entrerà nella ripresa, mentre Forte guiderà il reparto offensivo.






