Da traghettatore a condottiero. Gilardino è l’artefice della promozione del Genoa
Doveva essere solo un traghettatore dopo l’esonero di Alexander Blessin e in attesa di un tecnico più navigato per guidare la risalita del Genoa verso la Serie A. E invece quasi subito si è capito che Alberto Gilardino aveva tutte le qualità per fare bene e accendere i sogni della piazza rossoblù. Promosso dalla Primavera, dove era approdato dopo la gavetta con Rezzato e Siena in Serie D e Pro Vercelli in Serie C, l’ex centravanti si è giocato bene la chance piovutagli dal cielo e ha reso la squadra genovese una macchina quasi imbattibile (una sola sconfitta in campionato, due se si conta la Coppa Italia) macinando vittorie e punti e risollevando il Genoa dall’anonimato fino alla promozione conquistata questo pomeriggio con due giornate d’anticipo.
Partito col 4-3-3 il tecnico ha poi saputo variare per trovare il vestito giusto alla squadra, anche in base ai vari rientri dagli infortuni, fino a quel 3-5-2 che ha esaltato al meglio le doti dei suoi giocatori, rivitalizzato un bomber di razza come Coda – che a gennaio sembrava in procinto di andare via – e valorizzato al massimo Gudmundsson, la vera rivelazione di questo Genoa.
Oltre due punti di media a partita, appena dieci reti subite a fronte delle 31 segnate dicono molto, ma non tutto. Perché Gilardino ha saputo entrare nella testa della squadra e creare quell’armonia perduta nello spogliatoio facendo sentire tutti importanti, ma nessuno indispensabile.






