Gattuso e l'addio al Como: "Nessun mistero, ma non stavo più in piedi. Sono pronto a ripartire"
“Ho sentito di tutto sul mio conto: depressione, esaurimento, persino tumore, leucemia. Niente di tutto questo, per fortuna. Ero solo stanchissimo, una stanchezza anormale. Non ce la facevo più a stare in piedi”. Così il tecnico Giacomo Gattuso è tornato a parlare dopo l’addio al Como a inizio stagione facendo luce, per la prima volta, sui motivi del malessere che lo aveva spinto a staccare la spina: “Troppa pressione, troppe aspettative? No anzi, quelle mi caricavano molto. E forse proprio per questo ho dedicato tantissime energie al lavoro. Ho seguito le indicazioni di uno specialista, che semplicemente mi ha suggerito di staccare la spina.
Ho dovuto farlo, con grande dispiacere, ma non c’era altra strada. Ma ora sto benissimo, ci tengo a dirlo a tutti, non c’è stato niente di grave o di misterioso. - continua Gattuso a Gazzetta.it - Mi è dispiaciuto lasciare il Como perché con questa squadra mi sarei divertito tantissimo, ma sono contento che oggi le cose stiano andando bene. Con i miei ragazzi, con la società ho mantenuto ottimi rapporti. Futuro? Sono pronto a valutare proposte interessanti, voglio rimettermi alla prova con una prima squadra, in B o in una C con ambizioni. Allenare e vincere a Como per me è stato un sogno perché è il posto che amo di più, ora non so che cosa la società mi proporrà. Ma io mi sento pronto per un’altra esperienza importante”.






