Petriccione: "Mi auguro di chiudere la carriera a Catanzaro, qui mi sento a casa"
Tre sconfitte consecutive non hanno cancellato le convinzioni del Catanzaro. Jacopo Petriccione, intervistato da La Gazzetta del Sud, ha raccontato il momento della squadra, soffermandosi sulla reazione dello spogliatoio e sul prossimo impegno contro la Sampdoria.
"Nei momenti difficili Iemmello è sempre fondamentale. Ci ricorda di restare equilibrati e di mantenere il giusto entusiasmo. Le prestazioni non sono mancate in nessun caso e meritavamo qualcosa in più. A Vicenza siamo stati autoritari per 60 minuti e questo forse ci ha un po' fregati, mentre a Pisa e Bolzano abbiamo fatto due grandi secondi tempi. Poi, però, i risultati finiscono per spostare il giudizio".
"Marassi è uno degli stadi più belli d'Italia"
Ora all'orizzonte c'è la trasferta sul campo della Sampdoria: "Marassi per me è fra gli stadi più belli d'Italia in assoluto e la Samp è un club storico. Vogliamo dare continuità e prendere punti fuori casa. Sarebbe molto importante, anche perché poi ci sarà una lunga pausa".
Il centrocampo, rispetto alla passata stagione, ha visto diversi cambiamenti: "Non è facile trovare subito le sintonie con i nuovi se pensiamo ai tre anni con Pontisso e Pompetti, con cui giocavamo a memoria. Però sono arrivati ragazzi forti come Mosti, Tchaouna si è inserito subito alla grande e ha personalità, mentre Giovane ha qualità".
Petriccione si è poi soffermato su alcuni ex compagni oggi protagonisti altrove: "È stata un'emozione per tutti il gol di Cissé allo Stadium contro la Juve. Ci siamo anche sentiti. Sono andati in top club di Serie A per fare la differenza, qui spostavano gli equilibri. E sapevamo già che il mister fosse un allenatore importante".
"Pafundi è un po' il Liberali dell'anno scorso"
Tra i nuovi talenti a disposizione del Catanzaro c'è anche Simone Pafundi: "È un po' il Liberali dell'anno scorso. Spezza l'equilibrio, salta l'uomo, è fondamentale. Noi ce lo coccoliamo e questa dev'essere la sua stagione".
Petriccione non considera invece un rimpianto la finale playoff persa a Monza: "No, perché abbiamo dato tutto. Sarebbe stata una magia incredibile e resta l'amaro in bocca, ma c'è l'orgoglio di aver compiuto qualcosa di straordinario, che ha fatto parlare di noi tutta l'Italia".
Sul lavoro del tecnico Gorgone, il centrocampista evidenzia alcuni aspetti specifici: "È stato bravo a mantenere la fase di possesso, lasciandoci liberi di esprimere le nostre qualità in palleggio. In fase difensiva ci ha chiesto di essere più aggressivi, di correre in avanti, anche se in alcune occasioni stiamo più bassi".
"La Serie B è sempre imprevedibile"
Uno sguardo anche alle altre squadre del campionato: "Il Mantova è partito forte, il Cesena mi piace un sacco e anche l'Ascoli gioca molto bene, con la base della promozione, come il primo Catanzaro di Vivarini. Poi è la solita B, che il Palermo deve vincere per forza".
E a fine stagione, quale sarebbe il traguardo capace di renderlo soddisfatto? "Non so se è un bene o un male, ma ho sempre dato priorità alla squadra. Quindi sarei felice per la permanenza nella categoria, ma sarebbe un sogno rivivere le serate magiche dei playoff".
Infine, il rapporto con Catanzaro e la possibilità di chiudere qui la carriera: "Me lo auguro. Quando stai bene come me e la famiglia è felice, al campo vai sereno. Soverato mi ricorda dove sono cresciuto: qui mi sento a casa".






