Caso Campobasso, la Lega Pro si costituisce nel giudizio davanti al Consiglio di Stato
Il "caso" Campobasso - e anche Teramo, pur trattandosi di due vicende molto diverse - è ormai prossimo ad avere un verdetto definitivo. Il 25 agosto è infatti in programma la camera di consiglio che discuterà il ricorso dei molisani contro l'esclusione dal campionato di Serie C. Una data cruciale, superata la quale in un modo o nell'altro si procederà a stilare i calendari della prossima stagione, verosimilmente già il 26. Nel frattempo, dalle carte giudiziali emerge una novità rispetto a quanto avvenuto sinora all'interno del processo: la Lega Pro ha infatti deciso di costituirsi in giudizio, a differenza di quanto accaduto nei precedenti gradi, sia sportivi che davanti al TAR.
Una scelta da prassi. Una decisione che l'ambiente molisano ha vissuto in maniera non proprio serena: a Campobasso, in diversi hanno vissuto questa mossa come una presa di posizione nei confronti del club che, è il ragionamento, dovrebbe comunque essere tutelato da un organo terzo (e anzi, chiamato a difendere sempre le proprie società) come la Lega Pro. La quale, d'altra parte, si è viceversa mossa nel solco di quanto avvenuto anche in passato: non è infatti la prima volta che la Lega si costituisce in giudizio in una vicenda di questo tipo. E se finora non l'aveva fatto è perché il discrimine è sempre stato chiaro: la Lega, anche in passato, interviene nei casi in cui venga messo in discussione il proprio operato o vengano tirati in ballo i capisaldi del sistema, come il sistema di licenze nazionali, o ancora quando il giudizio rischi di arrecare un danno alle proprie associate. Non una costituzione "contro" ii Campobasso, avverso il cui diritto a difendersi e far valere le proprie ragioni la Lega non ha infatti nulla da eccepire, ma per vigilare sull'andamento del processo che, tra la sentenza del TAR e la successiva sospensiva concessa dal Consiglio di Stato, ha vissuto una decisa svolta. E il cui esito adesso è tutto da scrivere.






