Fontana su Union Brescia-Ascoli: "I dettagli faranno la differenza. Peccato una resti in C"
Vigilia di gara per la Serie C, che domenica conoscerà la quarta squadra promossa in Serie B: domani, infatti, si giocherà la finale di andata dei playoff, domenica quella di ritorno. E da li si saprà chi, tra Union Brescia e Ascoli, farà il salto di categoria. Di questo, nel corso della mattinata della radio di TuttoMercatoWeb.com, ha parlato il tecnico Gaetano Fontana: "Sono due squadre forti. Anche se è stata cambiata la denominazione del Brescia, comunque Brescia è una città storica, una squadra storica, e si prosegue su quello che è stato il passato; anche l'Ascoli ha cambiato proprietà, ma anche qui c'è una cultura calcistica importante. È un peccato che una delle due debba rimanere in Serie C. Entrambe hanno fatto un percorso incredibile, con le loro vicissitudini sono partite in netto ritardo rispetto a tutte le altre concorrenti... eppure hanno saputo trovare una continuità di lavoro che le ha portate oggi a giocarsi questa grande chance".
C'è una favorita secondo lei?
"Il cuore mi direbbe Ascoli (è stato calciatore bianconero, ndr), però credo che i dettagli in queste gare facciano la differenza. Io ho avuto la fortuna e la sfortuna di vivere qualche situazione del genere, alcune volte è andata bene e altre male, e capisco che non sempre la favorita riesce a sfruttare il tutto: a questo punto diventa veramente difficile pronosticare una possibile vincente".
A proposito di cuore, la porto velocemente in Serie B e alla stagione del Catanzaro: forse un 10 non basterebbe per darle un voto.
"Assolutamente, è stato fatto un lavoro egregio. Visto che mi sta parlando del Catanzaro, io dovrei fare un applauso alla società e ovviamente allo staff tecnico, perché se tutto questo percorso si è potuto verificare e si è manifestato nell'arco della stagione, con anche l'epilogo finale, è stato anche grazie alla capacità della società di tenere duro nei momenti iniziali, quando i risultati non venivano. Loro però avevano percepito che Aquilani potesse essere l'allenatore ideale per questo tipo di progetto e proprio in quella difficoltà hanno mantenuto la forza per cercare di andare avanti: i frutti di quel lavoro sono venuti fuori. Ovviamente sono rammaricato come tutti i catanzaresi, e chiedo scusa se qui esce il bambino tifoso, perché siamo arrivati a un soffio dalla promozione".
Andando invece al suo personale, cosa bolle in pentola?
"Quello attuale lo definisco il periodo delle chiacchiere, di concreto c'è poco. L'anno scorso ho fatto una scelta precisa: nonostante i tanti abboccamenti, e ringrazio chi mi ha contattato, ho voluto aspettare. E adesso mi auguro di poter partire dall'inizio, perché credo che mettere le basi da principio sia determinante e fondamentale per la riuscita di un progetto tecnico importante. Parlavamo prima del Catanzaro, ma è la stessa piega delle due squadre finaliste dei playoff di C: quando si segue un percorso, anche nelle difficoltà, si riesce poi a trovare il giusto passo per arrivare al risultato ambito. E quindi per questo mi auguro che possa esserci la possibilità di partire dall'inizio, con un progetto che mi possa consentire di lavorare in una certa maniera. Io credo che quando si va a individuare un allenatore che ha delle caratteristiche, lo si vede lavorare in campo, e se la squadra segue quelli che sono i suoi dettami il risultato non tarda a venire. La capacità è proprio osservare questi particolari, perché spesso e volentieri ci lasciamo prendere da quelli che sono gli umori della piazza, quello che vorrebbe che avvenisse la gente, ma in realtà poi non sempre quello corrisponde con un risultato ottimale".











