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Greco, Picerno: "Squadra al completo, manca solo un attaccante esterno di livello"

Greco, Picerno: "Squadra al completo, manca solo un attaccante esterno di livello" TUTTOmercatoWEB
Claudia Marrone
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Claudia Marrone
Oggi alle 12:12Serie C
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"Come dico ogni anno, il Girone C di Serie C è quello per me più complicato perché ci sono piazze importanti, blasonate. È quello che richiede un dispendio maggiore di energie nervose durante l'anno, serve grande attenzioni, si affrontano piazze di spessore in stadi dove non ci sono presenze mai inferiori ai 3-4 mila spettatori": così, intervenendo nella mattinata radiofonica della radio di TuttoMercatoWeb.com, il Direttore Generale del Picerno Vincenzo Greco.

Che si è poi concentrato sull'esordio della stagione alle porte, che vedrà i lucani impegnati contro il Savoia: "È una grande incognita incontrare la compagine campana, perché è una neopromossa, lo conosciamo ben poco, ha cambiato l'allenatore e soprattutto sarà animata da grande entusiasmo per questa nuova avventura tra i professionisti. Parliamo di un'altra piazza storica che ha un seguito abbastanza importante ed è anche una società che, da quello che sono i programmi, vuole fare grandi cose".

Si, il Savoia, almeno sulla carta, si sta attrezzando per non fare la comparsa in un girone dove comunque Salernitana, Bari e Catania hanno grandi pressioni.
"Assolutamente sì. Per me le tre società hanno tutte grandi pressioni, la Salernitana viene da due retrocessioni consecutive, è una piazza molto esigente dove già lo scorso anno la tifoseria si aspettava una promozione in Serie B, e lo stesso si può dire del Bari, che viene da annate negative ed è tornato in C dopo parecchi anni: c'è anche una contestazione della tifoseria verso la proprietà. Quindi sicuramente ci saranno più pressioni negative rispetto anche a Salerno e a Catania, però parliamo di tre società importanti che hanno potenzialità economiche importanti e stanno costruendo delle rose di livello per affrontare un campionato da protagoniste".

Guardando invece al Picerno. A proposito di costruzione della rosa, come ogni anno voi vi siete mossi per tempo, anche per partire in ritiro con la rosa quasi al completo. Ma cosa manca ancora all'organico?
"Come sapete, a gennaio abbiamo rivoluzionato tutta la rosa: sono andati via 14 giocatori, ne sono arrivati 12 e abbiamo lavorato già in prospettiva per la nuova stagione. Quindi, appena abbiamo ottenuto la salvezza, abbiamo riconfermato il gruppo che da gennaio a maggio ha lottato per ottenere un risultato insperato: abbiamo ottenuto punti importanti nel girone di ritorno, la squadra ne ha totalizzati 28, una media da playoff. Già all'inizio di giugno, poi, abbiamo chiuso degli accordi con dei nuovi calciatori under che sono venuti a rinforzare la rosa e che sono diventati di nostra proprietà, perché noi lavoriamo tanto su quella che è la crescita dei giovani calciatori e diamo loro un'opportunità importante per mettere in mostra quelle che sono le proprie qualità e magari fare il salto di categoria. Ci manca però un attaccante esterno importante che ci possa dare ancora più qualità e soluzioni nel reparto offensivo. Poi ci sono alcuni giocatori che non rientrano nel nostro progetto tecnico per i quali stiamo lavorando col fine di trovare delle soluzioni e una sistemazione in altre società. Ci sono tante richieste, stiamo temporeggiando solo per scegliere insieme la soluzione migliore per loro. Ovviamente resteremo vigili sul mercato, perché il mercato è ancora lungo e se si dovessero creare delle opportunità interessanti sicuramente non ci faremo trovare impreparati".

A livello invece di obiettivi, invece, la salvezza forse è il primo da raggiungere o si punterà anche a qualcosina in più?
"La salvezza, come ho spesso ripetuto, per una piazza come Picerno equivale alla vittoria del campionato, noi siamo la più piccola tra le grandi. Siamo una realtà che rappresenta un paese di soli 5.000 abitanti, una società molto giovane che in questi anni si è affermata nella categoria in un girone composto da società che hanno scritto la storia del calcio italiano. Siamo appunto la più piccola tra le grandi. Vogliamo assolutamente salvare la categoria e lo vogliamo fare il prima possibile, poi, una volta raggiunta la quota salvezza, bisogna puntare il mirino a nuovi obiettivi".

Al netto di ciò, siete comunque una società modello da seguire: giovani promesse lanciate nel calcio, sostenibilità, strutture, risultati.
"Sì, siamo diventati nel nostro piccolo un modello nel calcio italiano, innanzitutto per quanto riguarda la sostenibilità. Oggi si parla di salary cap, ma è una norma che noi abbiamo applicato al nostro interno già dall'inizio, da quando io sono arrivato a Picerno ormai otto anni fa. E come ho detto poco fa, pur essendo la piccola tra le grandi, abbiamo sempre avuto il monte ingaggi più basso di tutto il girone, ottenendo dei risultati importanti, perché ogni anno ci siamo sempre qualificati ai playoff, abbiamo fatto delle plusvalenze importanti, e anche quest'anno ne abbiamo già realizzate tre e potenzialmente ne potremmo realizzare ancora tante. Abbiamo dato delle opportunità a tanti allenatori che magari erano emergenti in questa categoria: parliamo di Longo, parliamo di Tomei che poi, dopo l'esperienza di Picerno, è andato ad Ascoli, ha vinto un campionato, è andato in Serie B. E anche nella comunicazione siamo un modello da seguire. Siamo contenti, felici di dare delle opportunità a chi passa da Picerno e usa Picerno come un trampolino di lancio per arrivare a raggiungere categorie più importanti o società più blasonate. Non solo, voglio anche ricordare che nel nostro centro abbiamo un centro di fisioterapia, una palestra, un'organizzazione che mette nelle condizioni migliori i nostri tesserati di poter lavorare e di poter crescere".

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