"LiberiAmo il Cosenza Calcio", la tifoseria calabrese prepara il corteo contro Guarascio
La tifoseria del Cosenza è nuovamente sul ‘piede di guerra’ nei confronti del presidente Eugenio Guarascio e della sua gestione del club negli ultimi anni e per questo si è data appuntamento per il 19 maggio presso Piazza Kennedy per un corteo, dal titolo ‘LiberiAmo il Cosenza Calcio’, che arriverà fino a Palazzo dei Bruzzi.
“Per un’intera stagione abbiamo portato avanti una diserzione senza precedenti. Siamo rimasti lontani dai gradoni e da quella curva che per noi è vita, appartenenza, identità. Lo abbiamo fatto con orgoglio, coerenza e dignità, rinunciando a ciò che amiamo perché a volte l’assenza diventa l’unico modo per far sentire ancora più forte la propria presenza. Ci hanno tolto spazio, voce e libertà! Anni di soprusi, repressione, prezzi folli, DASPO societari e una gestione indegna hanno provato a spegnere la fiamma del popolo rossoblù. Ma chi vive questa maglia non si piega mai. - si legge in un comunicato come riporta Cosenzachannel.it - Abbiamo continuato a cantare con orgoglio in trasferta e, durante le partite casalinghe, siamo rimasti fuori dal nostro tempio con i nostri colori e la nostra voce, anche sotto la pioggia, mai lontani dal Cosenza. La nostra protesta ha fatto scuola in tante piazze d’Italia, perché difendere la propria dignità viene prima di tutto. Adesso però non bastiamo più soltanto noi”.
“Ora serve Cosenza, serve tutta la città! Serve tutta la provincia! Serve tutto il popolo rossoblù! Serve chiunque abbia minimamente a cuore il destino del Cosenza Calcio! Perché qui non si tratta più solo di calcio, ma si tratta di amore, identità, appartenenza e rispetto! - si legge ancora nel comunicato - Per questo motivo invitiamo tutti, nessuno escluso, venerdì 29 maggio a scendere in piazza al nostro fianco. Scenderemo in piazza per riprenderci ciò che è nostro e per difendere la dignità di una città intera. Lo faremo per liberare il Cosenza da chi lo stanno distruggendo. Perché il Cosenza non appartiene a chi ne ha fatto un hobby in cambio di un appalto pluriennale, mettendo al proprio fianco figure in grado di fare persino peggio, raggiungendo insieme il più grande risultato del loro brand: il silenzio, sempre più assordante, di uno stadio vuoto”.











