Parravicini: "Il Vicenza ha strameritato la B. Dietro i biancorossi tutto è apertissimo"
“All'inizio dell'anno sicuramente ci si aspettava che il Brescia potesse dare fastidio fino alla fine al Vicenza per la vittoria finale. Il Vicenza ha fatto un percorso netto e quindi ha strameritato di vincere in anticipo questo campionato. Probabilmente ci si aspettava di più dal Brescia, perché comunque l'organico, la piazza e anche gli allenatori sono di altissimo livello; quindi sicuramente ci si aspettava che potesse fino alla fine giocarsi il campionato. Come dici te, i fari sono puntati più su Cittadella-Lecco, che comunque è una partita tra due squadre di livello, perché hanno organici importanti, sono ben allenate e quindi diciamo che è una partita di cartello”. L’ex centrocampista (Palermo, Parma, Treviso, Novara fra le altre) e oggi allenatore (Pro Sesto, Renate e Sangiuliano City) Francesco Parravicini è intervenuto nel corso di A Tutta C, trasmissione in onda su TMW Radio e Il 61, per parlare di vari temi della terza serie a partire dalla sfida fra Vicenza e Union Brescia.
Tra l'altro questa classifica, per quanto l'Union Brescia punti al secondo posto è comunque tutta aperta, perché di fatto la Leonessa non ha blindato una posizione in classifica. Non l'ha blindata nemmeno il Lecco. Quindi è ancora tutto molto aperto
“Sì, per il secondo e terzo posto è tutto apertissimo, perché comunque le squadre sono nel giro di pochi punti, mancano ancora tante partite, quindi è tutto da vedere, tutto da vivere questo finale di campionato per vedere chi arriverà alle spalle del Vicenza”.
Chi vede come favorita?
“Sulla carta sicuramente il Brescia, per organico e per piazza, come ho detto prima; è allenato da un allenatore con un'esperienza importante, un allenatore bravo. Sicuramente sulla carta è il Brescia, però stiamo parlando di pochissimi punti che separano le squadre, quindi basta niente per poi ritrovarsi magari dal secondo posto al terzo o quarto posto. Ovviamente, cosa che non auguro ai tifosi del Brescia, è il Brescia, però sicuramente è tutto molto apertissimo, anche se sulla carta il Brescia per tanti motivi è la favorita ad arrivare in quella posizione”.
C'è anche un Novara che deve invece blindare un po' quel decimo posto. Smaltita quella "pareggite" che aveva un po' fatto da padrona nella compagine piemontese, si è tornati al successo e, dopo un inizio non facilissimo, ecco che forse qualcosa in più gli uomini di Dossena potrebbero farlo
“Penso che Dossena stia facendo un buonissimo lavoro, i risultati stanno arrivando e quindi in questo finale di campionato si giocheranno tanto, perché la classifica è veramente corta; sono squadre che possono ambire a entrare nei play-off, ma allo stesso tempo devono stare attenti dietro. Il Novara ha sicuramente qualche punto in più rispetto a queste squadre che sono nel limbo. Come hai detto te, in queste partite deve fare punti per blindare una posizione che gli consenta di fare i play-off. Comunque è veramente molto corta la classifica, quindi queste partite determineranno un po' il futuro di tutto”.
Un Trento che dovrà per forza osservare il turno di riposo potrebbe paradossalmente essere un po' svantaggiato, perché alla fine viene a mancare il ritmo partita in un momento cruciale della stagione, dato che di fatto deve stare una settimana fermo. Vedrà le squadre magari scavalcarlo? Anche mentalmente forse non è il momento idoneo per una sosta
“No, mentalmente sicuramente non è una cosa positiva per una squadra, perché giocare dopo — a meno che ti girino in modo positivo tutti i risultati — è una cosa che difficilmente sarà. Poi, in aggiunta, il Trento avrà un turno infrasettimanale, quindi sicuramente rispetto alle altre squadre andrà ad affrontare una settimana con tre partite, con un dispendio di energia superiore rispetto alle altre. E poi, da un punto di vista mentale, vedere squadre che fanno punti e magari essere superata sicuramente non sarà una cosa che a livello psicologico farà piacere. Giocare dopo non ti aiuta mai. È sempre meglio giocare o prima o in contemporanea, sicuramente”.
Ecco, questo è sempre stato un aspetto che mi ha affascinato, perché ci sono più correnti di pensiero su quello, però in realtà anche secondo me giocare dopo non è che aiuti poi così tanto
“No, ma io penso che spesso i campionati vengano — adesso uso una parola che probabilmente è troppo forte — falsati dal calendario. Basti l'esempio lampante che abbiamo avuto qualche anno fa con il Napoli di Sarri, che perse lo Scudetto perché giocava dopo la Juve e andò a giocare a Firenze con uno stato mentale, diciamo così, precario. E quel Napoli lì, che meritatamente era in testa alla classifica, perde uno scudetto proprio dettato da un calendario che ti porta ad avere una pressione maggiore nel giocare dopo il tuo avversario. Io sono contrario a questo: soprattutto nell'ultimo periodo di campionato, secondo me le squadre dovrebbero giocare in contemporanea. L'ho vissuto anche sulla mia pelle: se ti stai giocando qualcosa e l'avversario gioca prima e fa risultato, mentalmente (anche se poi non si dice perché si è abituati a non farlo) ti toglie qualcosa e ti mette una pressione maggiore che poi magari ti porta a non ottimizzare la prestazione”.
Credo anche io che la contemporaneità di orario non dovrebbe esserci solo alle ultime due giornate, che poi spesso hanno già di fatto emesso i verdetti. Ma le ultime dieci giornate si dovrebbero giocare assieme
“Volevo essere un po' meno stringente, però è vero, forse già dalle ultime dieci. Ma certo, perché comunque sfasa lo stato d'animo di una squadra, dei giocatori e di un allenatore. È così. Poi è una cosa che non si dice, perché l'allenatore dopo la partita non lo può neanche dire, altrimenti va a creare un alibi e trasmette una sorta di debolezza che non vuole far passare. Però poi è così, perché la pressione, come ho detto anche l'altra volta, sposta gli equilibri nel calcio a maggior ragione”.
Sì, sposta decisamente molto. Ci dobbiamo poi anche sempre ricordare che, sebbene si dica che i calciatori e gli allenatori debbano saper reggere le pressioni, si parla di uomini, non di robottini
“Certo, ma lo si vede a tutti i livelli, anche nei campionissimi. Quando c'è una pressione addosso diversa, comunque si è condizionati. Lo si vede nel tennis, lo si è visto anche nelle Olimpiadi: magari atleti favoriti, che avevano tutti gli occhi addosso, poi non hanno performato perché la pressione sposta tutto. Quindi è così. E secondo me chi fa i calendari dovrebbe tenerne conto perché poi dopo, appunto come ho detto prima con un termine forse troppo forte, si sfalsano gli esiti dei campionati. Perché basta poco per entrare nei play-off o retrocedere, così come basta poco per vincere un campionato. E l'esempio lampante è stato quello scontro tra Napoli e Juve in cui il Napoli, a mio modo di vedere (magari sbaglio), ha perso un campionato per colpa del calendario. Intervistatore: No, ma mi trovo davvero pienamente d'accordo. Mister, di questo torneremo sicuramente a parlarne perché torneremo a disturbarla presto. Intanto la ringrazio per essere stato con noi.”.











