…con Danilo Caravello
“L’Italia? Mi auguro che finalmente si faccia qualcosa di concreto e non solo chiacchiere. Il problema della Nazionale parte dal 2010, dalla generazione che ha vinto il Mondiale nel 2006 in poi c’è stato poco o nulla. Bisogna ragionare e fare riforme di sistema”. Così a Tuttomercatoweb l’operatore di mercato Danilo Caravello.
A quali riforme penserebbe?
“Vada per la liberalizzazione degli extracomunitari, ma in campo devono esserci cinque italiani. Altrimenti la Nazionale ne risente. Toglierei minutaggi e regole dei giovani. Serve coraggio e mettere in condizione di giocare i più giovani”.
Fermare il campionato la settimana prima della partita contro la Macedonia avrebbe aiutato?
“Sarebbe stato un palliativo, dobbiamo ragionare a lungo raggio. Magari saremmo usciti contro il Portogallo. Al di là di tutto una squadra come la Macedonia andava battuta. Serve cambiare tutto il sistema calcio che non porta più risultati. Bisogna apportare correttivi. Serve coraggio”.
Da quali giovani bisogna ricominciare?
“L’Under 21 è un bel serbatoio. Come i ragazzi che hanno giocato contro la Turchia. Bisogna dare fiducia ai giovani, li abbiamo. Non è possibile che si dia fiducia solo a Sassuolo, anche in piazze con più pressioni. Ho visto discutere Donnarumma, non dimentichiamoci che è un 99. I giovani vanno supportati e fatti sbagliare”.
Come sarà il mercato estivo?
“Credo che quest’estate, quando il mercato sarà più lungo e stiamo finalmente uscendo dalla storia del Covid possa esserci parecchio movimento a livello dirigenziale”.
Ad esempio?
“Si chiude un ciclo a Bergamo, Sartori sarà sul mercato. Ha contribuito con Chievo e Atalanta a costruire due imprese sportive. Sarà appetibile da tanti club. Si prevede movimento. C’è qualche voce intorno al Napoli. Per quanto riguarda la Lazio, visto il rapporto tra Tare e Lotito aspetterei prima di dare giudizi. Se andasse via, Lotito punterebbe su un uomo che conosce bene. Si parla di Pasquale Foggia, in caso di addio al Benevento Vigorito cercherebbe un profilo più o meno simile rimanendo ambiziosi e competitivi”.






