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Brasile, il presidente della Federcalcio dopo il caso Vinicius: "Insulti razzisti anche per me"

Brasile, il presidente della Federcalcio dopo il caso Vinicius: "Insulti razzisti anche per me"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
domenica 28 maggio 2023, 19:49Altre Notizie
di Ivan Cardia
fonte ANSA
'Ne subisco da quando avevo 8 anni. Ne soffro ma combatto'

(ANSA) - ROMA, 28 MAG - "Io resisto. Ho cominciato a subire insulti razzisti quando avevo 8 anni, adesso ne ho 60 e ancora ne subisco e soffro. E' una cosa che ferisce in qualsiasi momento, a me è capitato di soffrire anche in questo auditorio, e perfino oggi". Nella sede della federcalcio brasiliana (Cbf) il presidente dell'ente Ednaldo Rodrigues, che ha ascendenze sia indios che di colore, si lascia andare a uno sfogo in occasione dell'annuncio delle convocazioni delle Seleçao (due gli 'italiani', Danilo della Juve e Ibanez della Roma), ancora senza ct, per le amichevoli di giugno contro la Guinea in Spagna (in questa occasione ci sarà anche un'iniziativa anti-razzismo, con Vinicius) e con il Senegal in Portogallo. Alla richiesta di precisare dove, oggi, Rodrigues sarebbe stato fatto oggetto di insulti razzisti, il dirigente non risponde, limitandosi a specificare di aver già interessato del caso "il dipartimento giuridico di questa federazione". "Bisogna fare qualcosa, anche qui metteremo fuori certa gente - le parole di Rodrigues -, perché il razzismo è un crimine e i razzisti non devono stare in mezzo alla gente perbene.

Noi abbiamo un gruppo di lavoro di 80 persone, ma certe cose non cessano, il razzismo è dappertutto e anche qui in questo momento. Ci sono razzisti anche tra i rappresentanti della stampa, ovunque...Ma quando avvengono fatti del genere, quelli che la subiscono non devono mettersi sotto il letto per la paura, ma devono affrontarla. Il razzista deve essere 'abbattuto' perché sta commettendo un crimine" "Noi lo stiamo dicendo da più di un anno - -conclude il presidente della Cbf - e abbiamo sensibilizzato e fatto agire Uefa, Conmebol e la federazione spagnola. Ma se dovremo ripetere ancora una volta il nostro messaggio lo faremo. Per tutte le volte che sarà necessario". (ANSA).

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