Italia U17, Daniele Franceschini: "Che impresa all'Europeo. Serve fiducia nei giovani"
Ospite d'eccezione alla radio di Tuttomercatoweb.com, durante Maracanà, ossia l'ex calciatore e allenatore dell'Italia U17 campione d'Europa Daniele Franceschini: "A distanza di giorni ora metabolizziamo il tutto. E' stato tutto così veloce che non ce lo siamo goduti, ora però capiamo che abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. E' stato straordinario, per il percorso fatto".
Quale il momento della svolta?
"Si parte sempre con i migliori propositi, e si dice di crederci sempre, ma c'è stato un momento in cui i ragazzi hanno capito che potevano giocarsela, nel turno di qualificazione a marzo quando contro il Portogallo eravamo sotto di due gol e lì abbiamo continuato a giocare come sapevamo e nel secondo tempo abbiamo ribaltato la partita vincendo 3-2. Lì hanno preso consapevolezza della loro forza".
Allora ce li abbiamo i giovani bravi:
"Sì, i tempi sono cambiati ma per tutti. I giovani bravi li abbiamo, lo dicono i risultati. Bisogna dargli solo fiducia, hanno bisogno di minutaggio. In campo internazionale i ragazzi sono cresciuti molto, proprio con queste partite, sia a livello tecnico che anche mentale. I giovani hanno bisogno di poter crescere, bisogna dargli fiducia".
Del gruppo che guida quanti li vede pronti per un salto in alto?
"Ce ne sono diversi, questo ci deve dare fiducia. Poi magari ce ne sono altri che possono sorprenderci, perchè magari li vedi meno pronti ma poi riescono a fare il salto. Abbiamo ottime individualità".
Tanti giovani giocano già ad alti livelli ma da noi non è così:
"Sicuramente gli stranieri ci sono, ma anche negli altri Paesi. Serve solo avere più fiducia nei ragazzi. E farli crescere con serenità".
Come sono cambiati i calciatori rispetto alla sua epoca?
"Il cambiamento c'è stato, vedo tanta fisicità in più. Le squadre sono tutte più organizzate, anche perchè ora lo staff è più corposo. Poi l'avvento della tecnologia, con il monitoraggio fisico e tecnico ora gli allenatori possono lavorare diversamente. Ma ancora la tecnica e la testa sono la parte principale. Bisogna insistere molto sulla tecnica. E si dovrebbe lasciare con i giovani la tattica un po' più da parte".
Ha avuto tanti allenatori importanti, a chi si ispira?
"Ho giocato nel Chievo negli anni d'oro di Delneri, facevamo una zona pura e un fuorigioco molto alto. Poi sono cambiate poi le cose. Oggi si va più uomo su uomo, cambiano le dinamiche, ma se penso a un periodo, quel Chievo lì a livello tattico era incredibile. Ho avuto anche Mazzarri, Zeman...".






