La FIFA affitta una suite alla Trump Tower per 3,6 milioni di euro: scoppia la polemica
La FIFA è finita nuovamente al centro delle critiche dopo la rivelazione del New York Times relativa a un contratto di affitto da 3,6 milioni di euro siglato nel 2025 con la Trump Organization. L'accordo, della durata di sette anni e quindi valido fino al 2032, riguarda una suite di circa 460 metri quadrati all'interno della Trump Tower di New York.
Il caso ha sollevato dubbi soprattutto perché la maggior parte dei dipendenti statunitensi dell'organo che governa il calcio mondiale lavora nella sede di Miami. Di conseguenza, lo spazio nella celebre torre newyorkese risulterebbe quasi sempre inutilizzato e, secondo quanto riportato dalla stessa fonte, al momento non ci sarebbero piani per modificarne l'impiego. La struttura viene utilizzata principalmente per eventi speciali, incontri occasionali e durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Una scelta che ha riacceso il dibattito sui rapporti tra il presidente Gianni Infantino e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Nel dicembre scorso, Infantino aveva consegnato a Trump un premio per la pace della FIFA, mentre durante il Mondiale 2026 erano emerse altre vicende controverse legate ai rapporti tra la federazione internazionale e l'amministrazione americana. La FIFA ha difeso l'operazione, spiegando che "il contratto di affitto rispetta tutte le leggi locali ed è stato firmato seguendo il normale processo interno dell'organizzazione. New York è una città globale e la FIFA è un'organizzazione globale, quindi è logico avere una presenza lì". Le spiegazioni, però, non hanno fermato le critiche degli ex dirigenti FIFA. Miguel Maduro ha parlato di "un chiaro conflitto di interessi", mentre Alex Phillips ha definito il nuovo ufficio "un livello di adulazione completamente inutile". La Casa Bianca, invece, ha scelto di non commentare la vicenda.
Altre notizie Calcio estero






