Halilhodzic: "La mia carriera era finita ma devo salvare il Nantes. Ho detto sì dopo 3 giorni"
Dopo tre anni di inattività, Vahid Halilhodzic è tornato in panchina per aiutare il club del suo cuore, il Nantes. Presentato ufficialmente due giorni fa, il tecnico bosniaco ha tenuto oggi la sua prima conferenza stampa. Il ritorno nasce da motivazioni profonde: "È il mio club. Quando mi hanno contattato all’inizio ho detto di no, ma hanno insistito. Ci ho messo tre giorni a dire sì. La mia carriera da allenatore era finita, ma sono venuto per salvare il club. Guardando la classifica, sembra una follia, quasi missione impossibile. Il primo obiettivo è raggiungere i play-out, il secondo fare anche di più. E ci sono sempre 30.000 persone alla Beaujoire”.
Halilhodzic ha già iniziato a lavorare con intensità, puntando su pressing, organizzazione difensiva e esercizi tattici offensivi: "So già come giocheremo contro lo Strasburgo, la prossima settimana lavoreremo molto sulla tattica". Ai giocatori ha lanciato un messaggio chiaro: "Se scendono in Seconda Divisione, saranno pagati tre volte meno e perderanno credibilità. Alcuni non sono abituati a vincere e hanno paura di giocare alla Beaujoire, ma è casa loro. È un club conosciuto in tutto il mondo".
Sul suo stato fisico e sull’età, 73 anni: "Mi avete visto in allenamento? Ho dolore al ginocchio, ma faccio bici, tapis roulant, flessioni… più dei giocatori. Non ho paura. Bisogna creare una spirale positiva in un momento così negativo. Servono guerrieri e aggressività". Halilhodzic sarà al comando per i prossimi nove match, determinato a risollevare il Nantes e lanciare un messaggio chiaro: la sua esperienza e il carattere possono ancora fare la differenza in Ligue 1.











