La CONMEBOL: "Argentina bicampione della Finalissima, la Spagna non si è presentata"
Dopo il clamoroso epilogo della Coppa d'Africa, un nuovo caso diplomatico rischia di scuotere i già fragili equilibri del calcio mondiale. La tensione tra CONMEBOL e UEFA sul caso Finalissima è ormai salita alle stelle: dopo il sorteggio di Copa Libertadores e Copa Sudamericana ad Asunción, il presidente Alejandro Domínguez ha lanciato una frecciata diretta alla Spagna per la mancata disputa della partita contro l'Argentina.
Il dirigente paraguayano non ha usato mezzi termini: "Se applichiamo il principio della rinuncia e della vittoria a tavolino, l’Argentina è bicampione della Finalissima. Bisogna crederci: l’erba del vicino non è sempre più verde", ha dichiarato ai microfoni di DSports, evocando una regola tipica del tennis. Poi ha rincarato la dose: "Sapete chi è il bicampione? Siamo noi, loro non si sono presentati".
Parole che alimentano la polemica su una partita mai giocata. La sfida tra i vincitori di Copa América e Campionato europeo era inizialmente prevista per il 27 marzo in Qatar, ma il conflitto in Medio Oriente ha costretto a rivedere i piani, senza però arrivare a una soluzione condivisa tra CONMEBOL e UEFA. Le versioni divergono: dall’Europa era arrivata una proposta per giocare al Santiago Bernabéu, poi l’idea di una doppia sfida tra Madrid e Buenos Aires, entrambe respinte dall’Argentina. Successivamente, la federazione guidata da Claudio Tapia aveva rilanciato proponendo Roma come sede neutrale.
Nessun accordo, nessuna partita. E ora anche nessuna data futura certa: dalla UEFA fanno sapere che il calendario è già saturo. Intanto, da Asunción, Domínguez trasforma l’assenza in provocazione e assegna idealmente il trofeo all’Albiceleste, riaccendendo lo scontro.











