Lione, domani la nuova proprietaria alla DNCG: cosa rischia Fonseca, retrocessione inclusa
Michele Kang si presenterà davanti alla DNCG (l'organo amministrativo e finanziario della Federcalcio francese) domani in una veste inedita: quella di proprietaria dell'Olympique Lione, dopo aver finalizzato gli accordi nelle ultime ore, come riferito da RMC Sport. Ad un anno dal suo primo intervento come azionista di minoranza per evitare il fallimento del club, l'imprenditrice statunitense punta a salvare nuovamente l'OL finito in crisi per colpa di John Textor.
Cosa accadrà? Arriverà un "ammonizione" con il blocco del mercato (come nel 2023), una "sanzione" con lo spettro della retrocessione (vissuto nel 2025 e poi annullato) o la grazia? La nuova governance predica prudenza, conscia che la gestione precedente dell'ex proprietario americano richiederà un drastico piano d'azione.
Il quadro finanziario, al netto delle difficoltà, mostra segnali di ripresa: il passivo di 200 milioni di euro registrato a giugno 2025 sta progressivamente virando verso il pareggio. Lo dimostra l'EBITDA dei primi sei mesi della gestione Kang, quasi in equilibrio a -2,2 milioni. Ma resta sempre un debito complessivo di quasi 500 milioni (stadio incluso). La DNCG aveva già ammorbidito le misure a dicembre, limitandole al solo blocco del monte ingaggi.
Mentre sul campo la squadra di Paulo Fonseca punta ai 40 milioni dei preliminari di Champions ad agosto, Kang e il DG Michael Gerlinger lavorano per buttare fuori a tutti gli effetti l'ex proprietà Eagle, resistendo ai ricorsi legali falliti di Textor. Con la licenza UEFA confermata, l'OL deve comunque coprire un fabbisogno di 150 milioni di euro entro il 2027 (di cui 87 milioni entro fine anno), urgenza confermata dalla cessione di Afonso Moreira in Germania. Il board francese spera che la DNCG riconosca il taglio del monte ingaggi senza precedenti, anche se pesano i debiti storici, il crollo dei diritti TV e la citazione in giudizio dell'ex patron Textor avvenuta l'8 giugno.






