Scandalo in Corea del Sud: servizi sessuali agli arbitri, la Federazione si scusa
Uno scandalo risalente a oltre dieci anni fa scuote il calcio sudcoreano e tutta la Corea del Sud. La KFA ha presentato pubblicamente le proprie scuse dopo un'inchiesta dell'emittente JTBC, secondo cui tra il 2011 e il 2012 alcuni arbitri stranieri avrebbero usufruito di servizi sessuali pagati attraverso carte di credito della Federazione.
Una dozzina di arbitri coinvolti
Secondo quanto emerso, circa dodici direttori di gara impegnati in sette partite della Corea del Sud, comprese alcune qualificazioni ai Mondiali 2014, avrebbero ricevuto pagamenti per servizi presso centri massaggi, inclusi servizi sessuali. "La Federazione desidera chiarire che questo tipo di comportamento inappropriato, o l'utilizzo di carte aziendali per tali scopi, non si verifica assolutamente al momento", ha dichiarato la KFA in una nota riportata da Reuters. La Federazione ha aggiunto: "Offriamo le nostre più sincere scuse per le preoccupazioni sollevate da diverse questioni riguardanti l'associazione".
Indagini anche sulla nomina di Hong Myong-bo
Non è l'unico caso che coinvolge la KFA. Giovedì le autorità sudcoreane hanno perquisito gli uffici federali nell'ambito dell'indagine sulla nomina di Hong Myong-bo a commissario tecnico nel 2024. Gli investigatori cercano eventuali prove di un trattamento di favore: secondo Reuters, la scelta sarebbe maturata dopo un "breve incontro", nonostante per mesi fossero stati valutati diversi allenatori stranieri.






