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Si tatuerebbe la faccia di Mourinho in caso di vittoria della Champions? La risposta di Cucurella

Si tatuerebbe la faccia di Mourinho in caso di vittoria della Champions? La risposta di Cucurella TUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Giacomo Iacobellis
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Giacomo Iacobellis
Oggi alle 17:26Calcio estero
Lunga intervista al nuovo laterale del Real Madrid, che ha commentato l'addio al Chelsea e la sua nuova vita nella capitale spagnola.

Marc Cucurella si racconta a "El Larguero" di Cadena SER dopo il suo trasferimento dal Chelsea al Real Madrid e un avvio di stagione che ha già sollevato diverse critiche. Il terzino della Spagna parla del nuovo ambiente, del rapporto con José Mourinho, delle difficoltà della squadra e del sogno Pallone d’Oro, chiedendo tempo per trovare il giusto equilibrio. Di seguito le sue principali dichiarazioni.

L'intervista a Marc Cucurella

Sul trasferimento da Londra a Madrid: "La vita cambia molto. Il sole, il cibo... Siamo molto contenti. Le prime settimane sono più caotiche, ma poi iniziano le scuole, la routine e così è già più facile".

Sulla condizione fisica: "Sto già pensando alla prova costume. Mi pongo sempre questo obiettivo per l’estate. È un modo per motivarmi... Alcuni di noi ieri hanno fatto recupero e oggi siamo tornati ad allenarci. Abbiamo livello e ci divertiamo molto".

Sul futuro della Spagna: "La base del gruppo è molto buona e ci sono giocatori molto giovani, ai quali manca ancora qualcosa per raggiungere il massimo livello di maturità. Essere qui è un onore e speriamo di non uscire da questa ruota, continuando a girare".

Sul tatuaggio di Luis de la Fuente: "Ha visto il tatuaggio e gli è piaciuto; io gli ho detto che mi ha rovinato la vita. Non me ne pento. Non credo che me lo toglierò e me ne farò altri intorno. Vincere un Mondiale è difficile e conquistare la seconda stella è molto complicato; rimarrà per sempre".

Sul possibile tatuaggio dedicato a Mourinho: "No, non mettetemi in questa posizione. Piano piano. Poi non so se ho buona o cattiva sorte, ma tutte le promesse che faccio devo finire per mantenerle. Non credo che a Mou dispiaccia... Mi ha sorpreso. Lo conoscevo per averlo visto in televisione; è una brava persona e, per il momento, è di buon umore ed è molto vicino a noi. Speriamo di vivere con lui un periodo di successo".

Sul rapporto con Vinicius: "È difficile perché anche le altre squadre hanno le loro tattiche. Condividere il campo con Vini è positivo, ma alla fine abbiamo avuto pochissimo tempo per allenarci insieme. Connettersi con me è diverso rispetto a tutti gli altri terzini, ma è tutto un processo. Da quello che vedo e per come si impegna, sapendo che non è la sua caratteristica principale, Vinicius sta facendo la sua parte".

Su Rodri e il possibile trasferimento al Real Madrid: "Sì, mi sarebbe piaciuto averlo come compagno. Non mi piace molto fare pressione o insistere con i compagni perché sono questioni personali. È vero che gli ho mandato un messaggio sottile prima che si sapesse, dicendogli che speravo che fossimo compagni. Mi ha risposto, ma non mi ha detto nulla. Sono contento per lui, ma spero che non abbia molto successo perché questo significherebbe successo per noi".

Sui suoi voti per il Pallone d’Oro: "La verità è che non mi sbilancerei. Gioco con diversi candidati a questo Pallone d’Oro e questa è un’esperienza. Se lo vince uno spagnolo, sarò contento per il Mondiale che abbiamo fatto, e se lo vince Kylian, anche, perché è un compagno di squadra. Alla fine se lo merita perché segna molti gol, non è una cosa facile e lo ha fatto al Mondiale. Se avessi un compagno candidato, direi quello, ma per fortuna o sfortuna mi trovo con diversi compagni. Chiunque sia, sarò felice per lui. Se tocca a Kylian, aiuteremo Lamine per i prossimi anni e così via".

Sui fischi del Bernabéu: "Sono abituato a essere fischiato parecchio... Per me non è una novità assoluta. Ci sono cose che colpiscono un po’ e ho pensato che qui fischiano rapidamente. Inoltre, contro l’Inter, loro hanno battuto il calcio d’inizio e noi non abbiamo toccato il pallone fino al secondo minuto circa, e lo stadio già fischiava. Ho pensato: 'Ma se non abbiamo ancora avuto il tempo di toccare il pallone'. Quella tifoseria ha visto grandi giocatori, serate magiche e capisco che sia un richiamo a esigere di più da noi, sapendo che abbiamo talento e possiamo fare meglio. Ha anche il suo lato positivo, quando lo stadio spinge e ho voglia di vivere quei momenti delle notti magiche che ho visto in televisione".

Sull’interesse di Barcellona e Atlético Madrid: "Non si può dire che ci sia stato interesse da parte di Barcellona o Atlético Madrid. Sono felice della decisione che ho preso".

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Immagine editoriale di Marco Conterio
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