Prandelli: "Scamacca deve capire che è il centravanti, non può pensare sempre al palleggio"
Nel corso dell'analisi che l'ex ct della Nazionale Cesare Prandelli ha pubblicato sulle colonne de La Gazzetta dello Sport di oggi, c'è spazio anche per alcune riflessioni che riguardano il centrocampo azzurro, con protagonista l'interista Nicolò Barella, oltre che sull'attacco. "Luciano - scrive Prandelli - vede i suoi tutti i giorni e, vi assicuro, non c'è tecnico che non schieri i migliori. Valuterà se Barella sarà più utile per dare profondità, se le visioni in verticale di Fagioli saranno utili, se sarà meglio la concretezza di Retegui o la tecnica di Scamacca che però deve capire una cosa: lui è il centravanti di questa squadra e non può pensare sempre che si possa uscire palleggiando. Ci vuole anche il 9 che tiene palla, fa alzare la squadra e cerca subito l'appoggio".
Prandelli ha poi proseguito così sulla sfida con la Croazia: "Vero che abbiamo a disposizione due risultati su tre ma, che tu lo voglia o no, il pensiero corre sempre all’ipotesi peggiore. E quindi devi essere bravo, come Luciano, a trasmettere soltanto sensazioni positive. Non devi comunicare ai ragazzi nessun 'ma'. Devi dare la consapevolezza della difficoltà ma anche la sicurezza mentale e quella tecnico-tattica. Una battuta, una pacca sulla spalla nel momento giusto, uno sguardo, un incoraggiamento: tutto è utile. E, naturalmente, la preparazione meticolosa delle situazioni di gioco. Idee chiare, non tantissime, ma senza zone di grigio. I ragazzi devono sapere cosa fare e cosa non fare. Un piano tecnico ben preciso fa calare la tensione che sarà inevitabilmente altissima".






