Kessié ammette della Juve senza citarla. E Giuntoli riassume il mercato dell'Atalanta
L'Atalanta guarda avanti e, due giorni dopo l'amara sconfitta in rimonta negli ultimi secondi a Roma, e a una settimana scarsa dalla fine del calciomercato estivo, presenta al pubblico il rientrante Franck Kessié, ultimo colpo chiuso dai nerazzurri per rinforzare il loro centrocampo nel corso della finestra dei trasferimenti.
Il mercato secondo Giuntoli
A tenere banco, infatti, sono state soprattutto le valutazioni del dirigente. Anche perché il DS Giuntoli ha fatto una panoramica completa rispetto a quelle che sono state le operazioni di mercato dell'Atalanta: "Siamo partiti da un regista italiano come Gaetano, poi Kristensen dopo l'addio di Djimsiti, dopo di che c'è stato Elmas e che è un calciatore molto duttile e coerente per il 4-3-3 di Maurizio Sarri, poi è successo che De Roon ci ha chiesto di andare alla Roma e noi ci siamo fiondati su Kessié: per noi è un giocatore fondamentale per questo progetto, determinante il grande rapporto con Luca per l'acquisto di questo giocatore. Poi c'è Rowe, l'ultimo pezzo per darci negli ultimi 30 metri una qualità importante insieme a tutti i nostri attaccanti. Non siamo andati su un altro difensore come c'era stato invocato seguendo la stampa, ma il motivo è legato a diversi fattori: Hien sta recuperando e Obric sta crescendo molto bene. Abbiamo seguito dei calciatori che erano una grande opportunità all'inizio, poi però è andata diversamente. Pensiamo di avere una rosa migliorata e soprattutto di qualità. Sarò anche ripetitivo, e il nuovo corso ha bisogno di tempo: a livello tattico, cardiaco e fisico dove la squadra dovrà abituarsi. Servirà tempo, ma siamo fiduciosi".
Kessié e le tante squadre interessate
Poi però c'è stato appunto anche spazio alle considerazioni di Kessié. Che ha ammesso dialoghi con altri club (su tutti ce ne sarebbe uno, la Juventus) ma con una sola idea avuta quando si è materializzata l'Atalanta: "Ho parlato con molte squadre, ma come ho detto: quando l'Atalanta è entrata in gioco mi hanno dimostrato tanta fiducia e non ci ho pensato due volte nell'accettare questa destinazione. Una scelta di cuore che è andata sopra tutto: chiama l'Atalanta e di conseguenza andare lì voleva dire ritornare a casa".






