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L'Iran, il caso Artan, il caro biglietti: le parole di Infantino a 24 ore dall'inizio dei Mondiali

Gaetano Mocciaro
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Gaetano Mocciaro
giovedì 11 giugno 2026, 00:42I fatti del giorno
11.06.2026 00:42I fatti del giorno
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, ha parlato in conferenza stampa a 24 ore dal calcio d'inizio dei 23esimi Mondiali di calcio. Il numero uno del massimo organo di governo del calcio mondiale si è espresso su vari temi, partendo dalla situazione legata ad Abdulkadir Artan. L'arbitro somalo si è visto negare il visto una volta atterrato negli Stati Uniti.

Le parole di Infantino sul caso Artan
"È un peccato quello che è successo all'arbitro somalo. Ripeto, non possiamo controllare tutto. Ci proviamo, ne discuteremo, parleremo, vedremo. A volte è bene calmarsi, rilassarsi, lavorare su tutto, cercare di risolvere tutto. A volte mettersi subito a urlare e strepitare ha l'effetto opposto a quello di trovare una soluzione. Credetemi, cerchiamo sempre di trovare soluzioni. Ma dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo, incapaci di governare o di imporre la nostra volontà alle forze dell'ordine. Siamo un'organizzazione sportiva".

Sulla presenza dell'Iran
"Penso che sia già stato un successo portare l'Iran a giocare in America. Non so chi altro ci sarebbe riuscito, e ovviamente tutti qui credono che sia la cosa giusta da fare, ma ripeto, non viviamo sulla luna; viviamo sul pianeta Terra e bisogna affrontare situazioni diverse. Cerchiamo di fare del nostro meglio e spero che avremo presto delle buone notizie".

Sul caro biglietti
"Il prezzo di partenza è di 60 dollari; il mercato è quello che è. Se lo vendessimo a un prezzo inferiore, finirebbe sul mercato secondario a prezzi molto più alti. Dove andrebbero a finire i soldi in quel caso? A chi organizza attività sul mercato secondario o nero, non al calcio. Ogni dollaro che entra viene reinvestito nello sviluppo del calcio. Abbiamo una sola competizione ogni quattro anni. Nei restanti 47 mesi su 48, investiamo questi introiti nella crescita. Nessun altro lo fa".

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