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L'SMS 'cortese', il rapporto con Grosso e il modello Empoli. Stirpe illustra il progetto Frosinone

L'SMS 'cortese', il rapporto con Grosso e il modello Empoli. Stirpe illustra il progetto Frosinone TUTTOmercatoWEB
© foto di Federico Gaetano
Simone Lorini
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Simone Lorini
sabato 17 giugno 2023, 00:45I fatti del giorno

Maurizio Stirpe, patron del Frosinone, è tornato sull'addio di Grosso durante la conferenza stampa andata in scena ieri, spiegando come si è consumato: "La sera del 20 maggio, quando è stata consegnata la cittadinanza onoraria alla squadra, ho invitato a cena Angelozzi, Doronzo, Grosso e il suo vice, per iniziare a fare alcuni ragionamenti. Lascio sempre liberi i miei collaboratori di decidere, a prescindere dall’esistenza dei contratti. A chi aveva un contratto ho spiegato i programmi della società, chiedendo di rimanere soltanto in caso di piena convinzione. Ho chiesto una risposta entro la fine della prima settimana di giugno, in modo da pianificare la stagione senza affanni. Il primo di giugno ho ricordato che il tempo stava per finire. Guido Angelozzi e Doronzo mi hanno risposto anche prima del termine del 9 giugno, decidendo di proseguire la loro esperienza professionale con noi, fatto di cui sono molto contento. Angelozzi è la persona con cui ho iniziato questo percorso 20 anni fa, per motivi diversi non abbiamo avuto la possibilità di lavorare assieme nel corso degli anni, ma quando è stato possibile ho avuto estremo piacere nel farlo e i risultati sono arrivati. L’allenatore, invece, non ha risposto entro il 9, ma il 14 sera mi ha inviato un SMS molto cortese, garbato, in cui ha ripercorso la bella esperienza che abbiamo avuto in questi anni. Mi ha comunicato, però, di non sentirsi pronto a continuare il rapporto da allenatore, senza approfondire sui motivi che, tra l’altro, non voglio nemmeno sapere".

Il perché "bisogna chiederlo a lui. Noi con chiarezza abbiamo detto quello che siamo e quello che possiamo fare. Non so se sia tanto o poco, ma giustamente la persona che deve prendere una decisione ha tutti gli elementi per farlo. Se ha scelto di non rimanere, evidentemente è perché ha delle riserve o ha fatto altre considerazioni. Non bisogna sempre avere un retro pensiero, credo che le persone siano libere, e se si ha rispetto per il lavoro che hanno fatto, bisogna metterle nella condizione di poter scegliere. A Fabio ho sempre detto che questa è stata la squadra con cui ho parlato meno. Mi ha semplificato buona parte dell’agenda personale. Ogni tanto parlavamo di calcio, ma non avevamo una confidenza importante come ho avuto con altri allenatori, anche perché l’organizzazione negli ultimi due anni è stata perfetta. La società sta diventando sempre più “spersonalizzata” dal proprietario, e più si accentua questo movimento, più significa che tutto funziona al meglio. La modalità dell’ SMS, che può sembrare irrituale, potrebbe far parte anche del carattere di una persona. Frosinone è e rimarrà la casa di Grosso".

Modello Empoli e la salvezza come 'secondo' obiettivo: "Prima viene quello di vivere questa stagione con grande dignità, facendo parlare di noi perché abbiamo saputo mettere in campo qualcosa di valore. Il campo, poi, è il giudice che non mente mai, e se saremo stati capaci di intraprendere un percorso interessante, con un occhio alla situazione economico-finanziaria, avremo fatto il nostro. La proprietà investirà soltanto nelle infrastrutture, la mia famiglia metterà mano sugli impianti in tutto il territorio provinciale, perché lo riteniamo elemento fondamentale per permetterci di rimanere a certi livelli in modo stabile, senza dipendere dalle sorti dell’azionista. L’esempio dell’ Empoli è quello più lampante, che prendiamo a modello sia per dimensione della città che per livello dei dirigenti e del settore giovanile. Vogliamo salvarci, ma qualsiasi risultato non deve rappresentare un disastro economico-finanziario. Il vero fallimento è quello di non garantire la stabilità nel futuro in casi di insuccesso. In caso di retrocessione, mi assumerò tutte le responsabilità come ho sempre fatto, ma il punto da cui partiamo è quello che ho appena descritto, anche in occasione di valutazioni future da parte vostra. Per competere in un mondo calcistico sempre più d’elite, che chiude al mondo “provinciale” del calcio, serve inventarsi una terza strada. Oltre alla valorizzazione dei giocatori, ampliamo la parte del marketing con l’inserimento di due nuove unità, oltre alla parte della comunicazione. Vogliamo valorizzare il marchio Frosinone, aggiungendo anche quella parte legata alle infrastrutture che manca".

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