La Lazio saluta Pedro senza Sarri, Lotito ruba la scena e ne ha per tutti
Era atteso, ma alla fine non è arrivato. Maurizio Sarri, uno dei più grandi estimatori di Pedro, che ha allenato anche al Chelsea, non è riuscito a liberarsi per la cena di addio alla Lazio dell’attaccante spagnolo. Nessuna frizione tra i due: tutto lo staff era presente, semplicemente altri impegni hanno avuto la meglio. C’era, invece, Claudio Lotito, e chissà che questo non dica qualcosa dell’assenza del tecnico toscano, ormai a 90 minuti dal salutare la Lazio e il suo presidente. Che ha rubato la scena nel corso della giornata.
Durante la festa, Lotito ha salutato Pedro come un grande campione: “Un esempio per tutti”. L’attaccante spagnolo, che chiuderà altrove la sua carriera a meno di un ritiro per ora non annunciato, ha ringraziato e parlato soprattutto ai compagni: “È una giornata speciale, un giorno un po’ triste perché finisce qui la mia storia alla Lazio, ma allo stesso tempo felice perché sono molto contento di essere qui con tutti voi. Ho avuto la fortuna di vivere tanto questa maglia, e lasciarla mi pesa. Però me ne vado con la testa alta, perché ho dato tutto”.
Prima della cena, Lotito è stato protagonista di un autentico show nella buvette di Montecitorio. Il patron della Lazio, e senatore di Forza Italia, ha risposto a Tommaso Paradiso, ex frontman dei TheGiornalisti che si è accodato allo sciopero del tifo biancoceleste: “Io non leggo niente, non ascolto la musica, non ho tempo. Dormo tre ore a notte e lavoro 21 ore al giorno. Paradiso? Non so chi sia”. Spazio, ovviamente, anche per i tifosi: “Sono 22 anni che faccio il presidente, ho vinto sei trofei, ho riportato la squadra in Europa, ci può essere anche una stagione che va meno bene”. Ma anche per Sarri: “Ha un contratto con la Lazio, io sono il presidente della società, che volete da me? Chiedete a lui. L’allenatore ha un contratto con noi, punto”. E infine persino per i giocatori: “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa, ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto”.











