Lecco, dopo ore nere filtra ottimismo per la Serie B. Marani parla di modificare le NOIF
Neppure il tempo di godersi l'agognata e meritata promozione, che il Lecco - come ormai noto - si è trovato alle prese con una problematica iscrizione al prossimo campionato di Serie B: tutto verte intorno alla questione stadio, con il "Rigamonti-Ceppi" non a norma e l'"Euganeo" di Padova individuato come impianto alternativo per i match interni.
E proprio per lo stadio sono emerse le problematiche, poiché la documentazione relativa all'impianto è stata consegnata oltre i termini previsti dal regolamento. Non, però, per responsabilità diretta del club.
Ma ricostruiamo la vicenda. Come raccolto da TuttoMercatoWeb.com, in data 16 giugno, due giorni prima della finalissima di ritorno che ha consacrato il ritorno dei blucelesti in cadetteria dopo 50 anni, il club ha inviato una PEC alla Lega A, alla Lega B e alla Lega Pro chiedendo una deroga per la presentazione della domanda di iscrizione al successivo torneo (che in data 16 era ancora ignoto), ma non ha ricevuto risposta. Il 20 giugno, quindi, ha presentato domanda alla Lega B, ma il Prefetto di Padova, dopo il colloquio con la questura, ha spedito l'ok per l'utilizzo dello stadio veneto in data 21 giugno, un giorno dopo il termine; attenzione però, nel modulo inviato alla Lega lo stesso Prefetto ha riconosciuto di aver ricevuto dal Lecco tutto il necessario il 19 giugno, un giorno prima del gong per le iscrizioni.
La palla adesso spetta alla Covisoc, che entro il 30 giugno delibererà in merito, ma dall'ambiente Lecco filtra ottimismo. Qualora però non fosse confermata la categoria conquistata sul campo, i lecchesi presenteranno ricorso.
Sulla situazione del Lecco si è poi espresso anche il presidente della Lega Pro Matteo Marani a margine della presentazione del nuovo pallone ufficiale: Lecco? Allargo il discorso aI criterio dei ripescaggi, che va rivisto: qualora i lombardi non si iscrivessero verrà ripescata una formazione retrocessa dalla B, cosa che non accade per la C. Infatti, se una formazione di D viene promossa ma non si iscrive, è sostituita da un'altra di D. Al prossimo Consiglio Federale chiederò come Lega Pro di rivedere questa normativa NOIF"






