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Dopo l'anno della ribalta ecco quello più affascinante e difficile: Il 2021 ci dirà il livello di Pioli

Dopo l'anno della ribalta ecco quello più affascinante e difficile: Il 2021 ci dirà il livello di PioliTUTTOmercatoWEB.com
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
venerdì 01 gennaio 2021 18:45Il corsivo
di Raimondo De Magistris

Il 2020 è stato senza dubbio l'anno di Stefano Pioli. Accolto tra scetticismo e incertezza per sostituire Giampaolo nell'autunno 2019 mentre tutti chiedevano a gran voce l'ingaggio di Spalletti, il tecnico emiliano nell'ultimo anno solare ha conquistato tutti. I tifosi, i giocatori, soprattutto i dirigenti. Perché Pioli doveva essere un traghettatore del Milan, il tramite tra la disastrosa avventura con Giampaolo e l'inizio dell'era Ralf Rangnick. Pioli invece è stato molto di più, ha lasciato agli altri i meriti di una rinascita rossonera annunciata e disattesa per troppi anni e col suo culto del lavoro - con la sua affabilità e col suo stile - ha rimesso tassello dopo tassello il Milan al centro della scena italiana. The normal one nel senso più positivo del termine.
"Il giorno della conferma è stato per me il più bello di questo 2020", ha detto Pioli nell'ultima conferenza stampa pre-partita della stagione. Parole pronunciate poche ore prima della difficile sfida contro la Lazio, quella che ha confermato il Milan in vetta alla classifica della Serie A alla pausa natalizia.
E qui arrivano i numeri a confortare un lavoro eccellente: il Milan è la squadra che ha conquistato più punti nel 2020, ha nettamente staccato Inter e Juve. Dati frutto di un incredibile girone di ritorno e di queste 15 giornate di campionato in cui il Milan - che ha ancora nel quarto posto il suo obiettivo dichiarato - è riuscito a valorizzare tutti gli elementi della sua rosa nel migliore dei modi. Da Ibrahimovic a Kalulu, Da Calhanoglu a Gabbia.
Il merito è senza dubbio di Pioli, che non solo ha dato al Milan i risultati che merita ma è anche riuscito ad aggiungere a questa squadra un gioco godibile. Un Milan spettacolare ed equilibrato.

Per tutte queste ragioni, Pioli è stato l'allenatore del 2020. Adesso però per il tecnico di Parma arriva la sfida più difficile, che è poi anche quella più affascinante: vincere. Che è cosa ben diversa rispetto all'arrivare in vetta in classifiche virtuali. Perché sopraggiungono pressioni ed aspettative, perché nelle gare in cui ci si gioca la stagione serve tutta la sapienza e il sangue freddo dell'allenatore. Perché alcune partite pesano più di altre, e quelle partite ci dicono anche il livello dell'allenatore.
Ecco, quelle partite, le sfide decisive. Che non sono ancora arrivate ma ci saranno nel 2021 e ci diranno se Pioli è un ottimo allenatore o è un allenatore vincente. Differenza sottile, ma che nel calcio come nello sport fa tutta la differenza del mondo.

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