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Ma come gioca la Salernitana? Le polemiche sul VAR stanno oscurando una grande partita

Ma come gioca la Salernitana? Le polemiche sul VAR stanno oscurando una grande partita TUTTOmercatoWEB
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Raimondo De Magistris
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Raimondo De Magistris
lunedì 12 settembre 2022, 13:45Il corsivo

Analizziamo la prestazione. Perché tutto il resto - il VAR, gli errori, le espulsioni - stanno oscurando cosa ieri sera si è visto in campo. Cosa, soprattutto, sta diventando questa Salernitana. Il miracolo della scorsa stagione, quella salvezza conquistata dopo una metà stagione che doveva far scoraggiare anche il più ottimista dei tifosi, sta lasciando spazio a un progetto che ha pochi eguali in Italia. Sognando l'Atalanta, ma anche attraendo giocatori che un anno fa, probabilmente, non sapevano nemmeno in che regione fosse Salerno.

Il merito, in primis, è del presidente Iervolino. Perché se è vero che la fortuna aiuta gli audaci beh, lui audace lo è stato e non poco. Ha colto l'attimo a fine 2021 e da lì in poi ha costruito un progetto a 360°. Senza tralasciare nessun aspetto. Ha capito che Stefano Colantuono, più che per allenare la prima squadra, era l'uomo giusto a cui affidare il Settore Giovanile. Ha avuto il coraggio di staccarsi da Sabatini quando Sabatini stava diventando figura troppo ingombrante e, al contempo, ha capito che Davide Nicola non è solo allenatore a cui affidare missioni disperata, ma uomo attorno a cui costruire un progetto. E che progetto.

Qui entra in scena la figura di Morgan De Sanctis, il nuovo direttore sportivo. Non s'è trovato alle prese con un lavoro facile, tra chi non voleva rinunciare al palcoscenico della Serie A e chi, una piazza come Salerno, la considerava troppo poco. De Sanctis ha dovuto lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori che voleva portare a Salerno. Ha dovuto pazientare, a volte aspettare anche fino al penultimo giorno, ma poi alla fine ha costruito una squadra con interpreti che in alcuni casi poco o nulla hanno a che vedere con la corsa salvezza della Serie A.

Che giocatore è Boulaye Dia? Non lo scopriamo ieri sera, anche perché non è passato troppo tempo dal suo gol in semifinale di Champions contro il Liverpool. Le sue sterzate ieri sera hanno fatto ammattire la difesa bianconera: ha in sé la conoscenza del ruolo, la calma di chi è sicuro delle sue armi. E' la punta di diamante di un attacco almeno da metà classifica, completato da interpreti come Piatek, Botheim e Bonazzoli. Poi il centrocampo: il 10 Vilhena è già il perno attorno a cui ruota il gioco, Maggiore il box to box presente un po' ovunque e Coulibaly - il tanto discusso Lassana Coulibaly - l'incontrista di cui non si può fare a meno. Candreva e Mazzocchi (quest'ultima, conferma fondamentale), gli esterni che danno larghezza al gioco, Daniliuc e Bronn i volti nuovi in difesa da affiancare a Fazio e Sepe. Poi tutti gli altri, tra chi fin qui ha trovato poco spazio e chi - come Lovato - tornerà utilissimo appena sarà di nuovo disponibile.

A emergere, è un quadro molto diverso rispetto a quello della scorsa stagione. Da cenerentola a certezza. Da una salvezza conquistata senza alcuna logica a una squadra costruita con raziocinio. Pezzo dopo pezzo. Iervolino in nove mesi ha dato alla Salernitana una nuova prospettiva, tra le più esaltanti della sua storia.

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