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Sembra il Milan di Zaccheroni. Ma la Lazio non è quella di Sven Goran Eriksson

Sembra il Milan di Zaccheroni. Ma la Lazio non è quella di Sven Goran Eriksson TUTTOmercatoWEB
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Andrea Losapio
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Andrea Losapio
giovedì 10 febbraio 2022, 08:00Il corsivo

Probabilmente in pochi avrebbero pensato, all'inizio di questa stagione, che il Milan potesse essere competitivo per il primo posto in classifica. Perché se è vero che l'Inter non aveva migliorato la squadra, la Juventus aveva perso Cristiano Ronaldo e il Napoli non aveva modificato la squadra che era arrivata quinta - perdendo però Maksimovic - dall'altra gli addii di Calhanoglu e soprattutto Donnarumma non facevano pendere la bilancia sul fronte degli ottimisti. Certo, arrivare nei primi posti è giusto se non doveroso, ma rischiare di vincere è un altro sport, perché c'è di mezzo un mare di possibilità e di variabili praticamente impazzite.

Se il Milan avesse perso sabato contro l'Inter, probabilmente avrebbe salutato lo Scudetto. Partita non straordinaria dei rossoneri, cambiata completamente nei tre minuti che sono serviti a Giroud per modificare la storia e forse per dare qualcosa di più, per cercare di tenere accesa la fiammella del primo posto. Ieri sera i rossoneri hanno spazzato via la Lazio. Nella storia milanista c'è anche un'altra stagione partita così e poi diventata straordinaria: è il 1998-99, quando Zaccheroni vinse il campionato a Perugia, battendo proprio i biancocelesti di Sven Goran Eriksson, probabilmente la squadra più forte della Serie A dei tempi.

La Lazio, questa Lazio, non è minimamente avvicinabile a quella di quei tempi. Sarri sembra essere immerso in problemi molto pressanti, con la società che appare meno solida degli scorsi anni. Sarebbe bello capire cosa è successo nel pranzo ai Parioli, ma in generale nelle ultime settimane è andata anche meglio, visti i pochi gol subiti e il 3-0 alla Fiorentina del weekend. Il Milan ieri ha dominato su tutta la linea e ha dimostrato di avere la testa per vincere qualcosa.

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