It's not time for (a lot of) Africa: solo due africane su nove superano i sedicesimi di finale
I Mondiali 2026 aveva regalato al calcio africano un risultato storico già al termine della fase a gironi, con ben nove nazionali qualificate ai sedicesimi di finale grazie all'allargamento del torneo a 48 squadre. Un traguardo senza precedenti, reso possibile anche dall'aumento dei posti riservati al continente, passato da cinque a dieci rappresentanti. L'unica esclusa era stata la Tunisia, protagonista di un torneo complicato tra cambio di commissario tecnico, tensioni federali e uno scandalo legato a casi di doping.
Marocco ed Egitto tengono vive le speranze africane
Il secondo turno, però, ha drasticamente ridotto la presenza africana. Soltanto Marocco ed Egitto sono riusciti a conquistare il pass per gli ottavi di finale, eliminando rispettivamente Olanda ed Australia ai calci di rigore. I Leoni dell'Atlante partono con buone possibilità contro il Canada, mentre i Faraoni di Mohamed Salah sono attesi da una sfida proibitiva contro l'Argentina campione del mondo.
Capo Verde e Congo salutano a testa alta
Si fermano invece tutte le altre rappresentanti del continente. Costa d'Avorio, Senegal, Algeria e Ghana lasciano il torneo con diversi rimpianti, mentre Sudafrica e Repubblica Democratica del Congo hanno venduto cara la pelle contro avversari più quotati. Menzione speciale per Capo Verde, autentica rivelazione della competizione: gli Squali Blu hanno costretto l'Argentina ai tempi supplementari prima di arrendersi 3-2, conquistando il rispetto del mondo del calcio. Un'eliminazione amara, ma che certifica la crescita di una nazionale capace di lasciare il segno nella sua prima partecipazione mondiale.






