La Spagna vuole blindare De la Fuente fino al 2030. Ma servirà un ritocco dell'ingaggio
La Spagna campione del mondo vuole continuare con Luis de la Fuente in panchina. Il presidente della Real Federación Española de Fútbol, Rafael Louzán, non ha dubbi: sarà ancora l'attuale commissario tecnico a guidare la Roja verso il prossimo grande appuntamento, il Mondiale 2030, una competizione dal valore storico per il calcio spagnolo visto che il Paese sarà tra gli organizzatori del torneo.
Il prossimo obiettivo della federazione è quindi quello di prolungare il contratto dell'allenatore, attualmente valido fino al termine dell'Europeo 2028. L'idea della RFEF è estendere l'accordo per altri due anni e adeguare lo stipendio di De la Fuente ai risultati ottenuti, riconoscendolo ormai come uno dei tecnici più importanti del panorama internazionale.
La posizione della federazione è chiara: non si cambia una formula vincente. Dopo aver conquistato il Mondiale 2026, la Spagna vuole mantenere continuità tecnica e affidarsi a un allenatore che ha riportato la nazionale ai vertici del calcio mondiale. La trattativa entrerà nel vivo dopo la pausa estiva: le parti si incontreranno per valutare tempi e modalità di un nuovo accordo che rappresenterebbe il giusto riconoscimento per il percorso di De la Fuente. Anche perché il precedente rinnovo non era stato semplice; arrivato dalla nazionale Under 21, il tecnico aveva inizialmente un contratto lontano dai parametri dei grandi allenatori internazionali, ma in poco tempo ha conquistato risultati straordinari, a partire dalla vittoria della Nations League e poi quella dell'Europeo.
Anche il mercato degli allenatori delle nazionali sta cambiando. Gli arrivi di Carlo Ancelotti sulla panchina del Brasile, il possibile approdo di Jürgen Klopp alla Germania e l'avvicinamento dell'Italia a Pep Guardiola hanno alzato notevolmente il livello degli ingaggi dei commissari tecnici. In questo scenario, la Spagna sembra intenzionata a non perdere il proprio uomo simbolo e a garantirsi De la Fuente almeno fino alla grande sfida del 2030.






