USA preoccupati: tifosi "freddi", giocare il Mondiale in casa non sarà un vantaggio
A meno di un mese dall’inizio della Coppa del Mondo, organizzata congiuntamente da Stati Uniti, Messico e Canada, la nazionale americana si trova a fronteggiare un problema inatteso ma sempre più evidente: la difficoltà nel riempire gli stadi e nel creare un sostegno caldo e costante attorno alla squadra di casa. Per molte nazionali, giocare un Mondiale sul proprio territorio rappresenta un vantaggio; per gli Stati Uniti, invece, il contesto sembra più complesso: il calcio fatica ancora a radicarsi in modo capillare nel Paese, e il pubblico spesso appare meno coinvolto rispetto a quello delle tifoserie avversarie.
Le immagini delle ultime competizioni lo confermano. In finale di Gold Cup, disputata a Houston, lo stadio era di fatto dominato dai tifosi del Messico, avversario degli USA. Uno scenario simile si era già verificato in semifinale a St. Louis, dove il sostegno era stato quasi interamente a favore del Guatemala. Anche in occasione della Copa América, il quadro non era stato molto diverso. Una situazione che pesa anche sul piano psicologico; in un’intervista all’AFP, il documentarista Rand Getlin, autore di una serie HBO dedicata alla nazionale americana, ha descritto il disagio vissuto dai giocatori: "Li distrugge, li ferisce, li rende tristi. Sono delusi da loro stessi perché non riescono a dare ai tifosi abbastanza motivi per sostenerli.
La serie, intitolata "United States vs. The World", racconta da vicino i protagonisti della squadra, tra cui Christian Pulisic e Weston McKennie, seguendone la crescita dalle origini fino all’affermazione nei principali club europei. Non mancano anche i momenti più difficili, come le forti critiche ricevute da Pulisic dopo l’assenza alla Gold Cup, al punto da spingerlo a disattivare i social. Nel progetto viene affrontato anche il cambio in panchina con l’arrivo di Mauricio Pochettino, chiamato a meno di due anni dal Mondiale. L’allenatore argentino ha sottolineato il contrasto tra l’atmosfera vissuta in Nord America e quella di altre nazionali: "È quel tipo di connessione che vorremmo vedere al Mondiale, quella sensazione che ti fa volare".
Sul fronte organizzativo, alcune analisi riportate da media come The Athletic segnalano vendite di biglietti inferiori alle attese, con i prezzi elevati indicati tra le possibili cause. Nonostante le difficoltà, la federazione spera che l’avvicinamento al torneo possa accendere progressivamente l’entusiasmo del pubblico e creare finalmente quel legame emotivo tra squadra e tifosi che, finora, è ancora in costruzione.











