George Best, la leggenda pop del quinto Beatles
George Best è ampiamente considerato uno dei calciatori più talentuosi e iconici della storia del calcio mondiale. Nato a Belfast il 22 maggio 1946 e scomparso il 25 novembre 2005, l'ala nordirlandese ha legato indissolubilmente il suo nome al Manchester United, club con cui ha raggiunto l'apice della carriera vincendo la Coppa dei Campioni e il Pallone d'oro nel 1968. Fuori dal campo, il suo stile di vita carismatico, stravagante e da playboy lo rese una vera e propria icona pop della "Swinging London", guadagnandosi il celebre soprannome di "Il Quinto Beatle"
Il rapporto tra George Best e Bob Bishop rappresenta uno dei capitoli più affascinanti e decisivi della storia del calcio: Bishop fu lo scout che scoprì George Best a Belfast nel 1961, cambiando per sempre il destino del ragazzo e del Manchester United. Tra i due nacque un legame profondo basato sulla fiducia, sulla protezione e sulla lungimiranza professionale.
La Scoperta e il Famoso Telegramma
Nel 1961, Bob Bishop, osservatore del Manchester United in Irlanda del Nord, notò un timido e gracile quindicenne che giocava per il Cregagh Boys' Club di Belfast. Molte squadre locali, tra cui il Glentoran (la squadra per cui faceva il tifo Best), lo avevano scartato giudicandolo "troppo piccolo e leggero" per il calcio professionistico.
Bishop, invece, vide immediatamente oltre la struttura fisica e quella stessa sera inviò un famoso telegramma all'allenatore dello United, Sir Matt Busby:
"Boss, penso di averti trovato un genio."
Carriera e Successi Sportivi
Cresciuto nelle giovanili del Manchester United, Best fece il suo debutto in prima squadra nel 1963, a soli 17 anni. Insieme a Sir Bobby Charlton e Denis Law formò la celebre "Holy Trinity" (la Santa Trinità) che dominò il calcio inglese ed europeo negli anni '60. Con i Red Devils ha collezionato 470 presenze e segnato 179 gol complessivi, laureandosi capocannoniere del club per cinque stagioni consecutive tra il 1967 e il 1972. Dopo aver lasciato lo United nel 1974 a causa di crescenti contrasti con la dirigenza e problemi personali, ha vissuto una carriera nomade giocando in Sudafrica, Irlanda, Scozia e soprattutto nella NASL americana con i Los Angeles Aztecs e i San Jose Earthquakes, prima di ritirarsi definitivamente nel 1984
Il Mito Extra-calcistico e il Declino
La parabola di George Best è segnata tanto dal suo genio calcistico quanto dai suoi eccessi privati. È stato il primo vero calciatore moderno a diventare una celebrità globale, prestando il volto a campagne pubblicitarie, aprendo boutique di moda e frequentando assiduamente i nightclub più esclusivi
La sua prolungata e grave battaglia contro l'alcolismo ne compromise la carriera prematuramente già nella prima metà degli anni '70 e ne segnò profondamente la salute. Nel 2002 fu sottoposto a un trapianto di fegato, ma le complicanze legate alla sua condizione e ai farmaci immunosoppressori lo portarono alla morte nel 2005 all'età di 59 anni.
A testimonianza dell'amore eterno della sua terra natale, nel 2006 l'aeroporto della sua città natale è stato ufficialmente rinominato George Best Belfast City Airport.
Celebre rimane la massima britannica che racchiude il suo impatto transgenerazionale: "Maradona good; Pelé better; George Best."











