Chi è la star della Francia? Le due anime bleus, tra Mbappé e Benzema
Undici anni esatti dividono Kylian Mbappé e Karim Benzema, uniti dall'essere nati praticamente lo stesso giorno: il 19 dicembre la stella del Real, il 20 dicembre l'asso del PSG. A separarli, c'è quasi tutto il resto, che va oltre la differenza anagrafica. Figli di due banlieu, ma lontanissimi a partire dalla propria storia personale: Benzema nato alla periferia estrema di Lione, Mbappé a nord di Parigi. In contesti vicini ma lontani: entrambi hanno sangue algerino, Karim si è preso il pallone tra le difficoltà della strada, mentre Kylian viene da una famiglia di sportivi. Uno passato dalle giovanili del Bron al Lione, l'altro formato nel sogno dell'accademia di Clairefontaine. Benzema brutto sporco e cattivo: il Pallone d'Oro che ha in tasca se l'è sudato, ma quando Mbappé vinceva il Mondiale nel 2018 lui lo seguiva dalla TV, escluso dalle convocazioni per quel brutto affare con Valbuena. Kylian perfetto e preciso, il figlio di Parigi che ha rifiutato persino Madrid per orgoglio di patria. O forse solo per soldi. Perché alla fine le apparenze, si sa, ingannano.
Chi è la stella della Francia? La foto che li ritrae insieme è datata 10 ottobre 2021, festanti dopo il successo in Nations League sulla Spagna. Quanto siano felici di dividere il trono, lo sanno soltanto loro: l'impressione è che finché si tratti di quello di una competizione secondaria, possa anche andare bene. Quanto a un ipotetico mondiale, chi lo sa: in Russia il signor Mbappé è stato protagonista ma non assoluto. Però aveva neanche vent'anni, ora il mondo è cambiato ed è cambiato lui, che a Parigi cerca di fare la voce grossa su Neymar e Messi, salvo poi chiedersi perché il suo stipendio arrivi un po' dopo. Il rapporto personale tra i due vive di alti e bassi: non proprio idilliaco, ma per esempio quando c'era da portarlo al Real, Benzema si è fatto grande sponsor della capitale spagnola con il connazionale e viceversa. Ci è rimasto male dopo il gran rifiuto e non lo ha nascosto. In Qatar ci va con qualche acciacco e un Pallone d'Oro sotto l'ascella, come la più bella delle baguette. Finora, però, il mondiale l'ha vinto quell'altro. Il bis passa dalla capacità di Deschamps di tenere in piedi un equilibrio fragilissimo. A completare il quadro, ci pensa Olivier Giroud. Per non fare scontento nessuno, non va d'accordo con nessuno dei due.






