Il Qatar padrone di casa: le polemiche, l'ombra del PSG ed il sogno sportivo degli organizzatori
Inevitabile, per il Qatar, avere addosso gli occhi di tutta la comunità calcistica mondiale. Il torneo che sta per prendere il via è probabilmente il più discusso di sempre, per le tempistiche in cui si svolge e pure per le polemiche riguardanti i diritti dei lavoratori, così come le politiche in fatto di omosessualità del paese e dei diritti delle donne. Questioni che non toccano direttamente il calcio, ma che in un contesto del genere ovviamente hanno importanza capitale. Sullo sfondo c'è pure il contesto sportivo ed una Nazionale che, in silenzio, ha l'intenzione di provare a sorprendere. Anche vedendo il girone non proprio di ferro in cui è stata inserita (Ecuador, Senegal, Olanda).
Hanno voluto ad ogni costo questo Mondiale e ora vogliono onorarlo al meglio, col presidente del PSG Nasser Al Khelaifi che è stato promotore (e forse anche qualcosa di più) dell'assegnazione. La recente storia sportiva del Qatar nasce dal successo in Asia nel 2019 contro il Giappone, un traguardo storico e inatteso praticamente da chiunque. Il calcio nazionale ha iniziato a svilupparsi nel 2004 con la creazione di Aspire, una sorta di accademia dello sport da cui nascono i giocatori che oggi fanno parte della Nazionale. Dietro nazionalità e cittadinanze ci sono ancora diverse polemiche vive, visto che i qatarini veri e propri non raggiungono le 10 unità. Ma al netto di polemiche e considerazioni, a breve parlerà il campo. Ed il Qatar ha voglia di stupire e di superare il girone iniziando subito forte nella gara d'esordio del torneo contro l'Ecuador.






