Benevento segna, Catania blinda, Salernitana costruisce: chi ha la strada giusta?
La corsa al vertice del girone vede Benevento, Catania e Salernitana interpretare il campionato in modo diverso, ciascuno con un’identità ben definita. Tre filosofie che raccontano molto delle ambizioni e dei limiti delle squadre in lotta per la promozione. La squadra granata è reduce da due retrocessioni consecutive ed ha voluto ripartire ancora una volta daccapo, azzerando tutto a livello tecnico e dirigenziale. Benevento e Catania partivano già da una base solida (Prisco, Manconi e Lamesta per gli stregoni, Dini, Di Tacchio, Di Gennaro, Quaini, Lunetta per i siciliani) ma hanno cambiato ugualmente molto, investendo tanti soldi per alcuni giocatori: i sanniti per Salvemini per esempio, gli etnei per Casasola e ora per Bruzzaniti, solo per citarne alcuni.
Il Benevento ha scelto quindi la via dell’attacco. È la squadra più esplosiva del girone, capace di segnare con continuità e di mettere alle corde gli avversari grazie a un reparto offensivo profondo e di qualità. La pressione alta e la ricerca costante del gol rendono i sanniti spettacolari (hanno il miglior attacco del girone con 46 gol fatti, più di due di media a partita). È una squadra che vive di ritmo e fiducia, e quando gira diventa difficilissima da arginare.
Il Catania, al contrario, ha costruito il primato sulla solidità. La fase difensiva è il vero punto di forza (e sta continuando a rinforzarsi in difesa con Miceli e forse Cargnelutti). In casa non ha ancora incassato nemmeno una rete, dato che racconta organizzazione, attenzione e grande disciplina tattica. Meno brillante in avanti rispetto al Benevento, ma estremamente concreta (con tanti attaccanti di spessore che possono risolvere le partite da un momento all'altro come Forte e Caturano), vince molte volte anche con un gol di scarto, gestendo i momenti della gara con maturità.
La Salernitana prova a collocarsi a metà strada tra questi due modelli e sembra in perenne costruzione sin dalla scorsa estate, la coperta resta corta se tirata da un lato. Non ha la potenza offensiva del Benevento né l’impenetrabilità del Catania. Se si scopre riesce a creare occasioni e rendersi pericolosa ma soffre in difesa (come col Foggia per esempio), viceversa con una fase difensiva più attenta risulta meno efficace in zona gol (come nelle ultime due gare). Tre strade diverse verso lo stesso obiettivo. E con il mercato ancora aperto, basterà poco per spostare gli equilibri di una corsa che resta aperta, con Catania e Benevento però avvantaggiate.






