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78% di possesso e zero tiri concessi, la Cremonese annichilisce un Pisa rassegnato

78% di possesso e zero tiri concessi, la Cremonese annichilisce un Pisa rassegnatoTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
lunedì 11 maggio 2026, 09:45Serie A
Davide Caruso

Il prato dello stadio Giovanni Zini ha ospitato una sfida cruciale per la 36ª giornata del campionato di Serie A, definita da una netta discrepanza nelle motivazioni delle due formazioni. Da una parte, una Cremonese alla disperata ricerca di punti per la salvezza, scesa in campo con l'obiettivo di portarsi a una sola lunghezza dal Lecce; dall'altra, un Pisa ormai matematicamente retrocesso e presentatosi con evidenti cali di tensione agonistica. I temi tattici del match si sono delineati in modo inequivocabile fin dai primissimi minuti: un monopolio assoluto del possesso palla da parte dei grigiorossi, che hanno registrato un possesso del 78,05% contro il 21,95% finale degli ospiti.

L'analisi dello sviluppo tattico evidenzia una prestazione totale della Cremonese, capace di interpretare ogni singola fase con una maturità disarmante. I padroni di casa hanno monopolizzato il pallone con ben 685 passaggi completati su una precisione del 93%, surclassando i 171 passaggi riusciti del Pisa (fermi al 76% di precisione). La manovra di Giampaolo ha generato un indice di pericolosità generale del 59,02%, con un picco del 60,4% nelle azioni manovrate. La vera chiave di volta tattica dei grigiorossi è stata la capacità di installarsi permanentemente nella metà campo avversaria, recuperando 34 palloni complessivi. La Cremonese ha completato la bellezza di 168 passaggi nell'ultimo terzo di campo contro i soli 15 del Pisa, sviluppando 227 palloni giocati in attacco contro i 32 degli ospiti. Il meccanismo prediletto è stato il costante sovraccarico delle corsie esterne, che ha portato la squadra a tentare 34 cross, contro gli appena 10 del Pisa (di cui nessuno completato). Il divario si è palesato anche sul piano atletico: i grigiorossi hanno percorso 103,424 km complessivi contro i 95,825 km dei toscani.

A certificare l'assoluta sterilità offensiva della squadra di Hiljemark, che ha registrato 0 tiri totali, c'è un dato statistico: il Pisa ha chiuso la partita senza effettuare neanche una conclusione verso la porta avversaria; nel campionato di Serie A non accadeva dal 2021, quando il Genoa perse per 2-0 in casa della Juventus.

Sul piano delle individualità, la supremazia tattica grigiorossa ha avuto volti ben precisi. Jari Vandeputte ha dominato la fascia sinistra: ha registrato l'indice di verticalità più alto dell'intero incontro (3,67) ed è stato il principale rifinitore della squadra, accumulando 14 cross, 3 passaggi chiave e fornendo l'assist per la seconda rete. Altrettanto determinante è stato il lavoro di Federico Bonazzoli. Oltre a trovare la via del gol, l'attaccante si è distinto per il suo straordinario ruolo di raccordo: è stato il giocatore con più passaggi riusciti nell'ultimo terzo di campo (28), ha generato un'occasione da gol e ha percorso oltre 10,1 km in campo. Jamie Vardy ha svolto un lavoro oscuro ma vitale: ha attirato su di sé l'intera retroguardia, risultando il giocatore sottoposto alla maggiore pressione avversaria (71,76%) e assumendosi l'indice di rischio passaggio più elevato (50,5%), creando così i presupposti per gli inserimenti dei compagni. Da segnalare anche l'apporto di Tommaso Barbieri, il giocatore che ha percorso più chilometri in assoluto (10,921 km), e di Alberto Grassi, dominatore in cabina di regia con 87 passaggi a buon fine. Nelle file del Pisa, difensori come Caracciolo e Canestrelli si sono distinti per l'alta percentuale di disponibilità al passaggio (rispettivamente 88,33% e 82,8%), ma i loro tocchi sono stati sterili, limitati a una circolazione difensiva senza alcuno sbocco in avanti.

La sfida dello Zini restituisce la fotografia di una Cremonese cinica e padrona del proprio destino. Dal punto di vista tattico, i dati certificano lo stato di salute dell'impianto di squadra: la capacità di gestire i ritmi senza mai forzare la giocata, l'occupazione metodica dell'ampiezza e una tenuta atletica decisamente superiore dimostrano una lucidità indispensabile per l'imminente rush finale verso la permanenza in Serie A. Il Pisa, al contrario, ha fornito l'ennesima prova di una stagione giunta ormai al capolinea. All'incredibile sterilità offensiva si è sommata un'evidente indisciplina nervosa (due espulsioni e diverse ammonizioni), a conferma di una compagine che ha definitivamente esaurito ogni residua riserva di energie fisiche, tattiche e mentali.

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