Carnesecchi, la mentalità del campione atalantino tra parate e grande personalità
"Passo dopo passo. Non conosco altro modo per raggiungere il successo, dove i limiti sono soltanto delle illusioni". La mentalità vincente di Michael Jordan lo ha reso un punto di riferimento nel mondo dello sport, e nell’Atalanta l’uomo copertina di tale concetto non può che essere Marco Carnesecchi.
Il numero 23 dei Chicago Bulls era colui che arrivava agli allenamenti prima degli altri, per poi essere l’ultimo a lasciare il palazzetto: una continua ossessione per i dettagli, la volontà di crescere nei particolari, e la consapevolezza che prima dell’ “io” viene la squadra. Aggiungendo un 6 alla casacca e passando dall’imponente e caotica Chicago alla Città dei Mille, il concetto però non cambia: specialmente per quella che è stata finora la stagione di Marco, per la quale gli aggettivi e gli elogi sono diventati routine.
Contro il Milan ha parato tutto e anche di più, un po’ come Ferron nel 1988 (superandolo di fatto per rendimento), dimostrandosi sempre protagonista nel difendere la porta nerazzurra, per quanto il detto “non è Atalanta senza sofferenza” circoli nell’aria anche quando tutto sembra scontato (persino dopo o 0-3). Il tutto è testimoniato anche dalle statistiche, con una media di 3 parate a gara che sottolineano l’intensità e la grandezza di questo ragazzo, soprattutto nelle dichiarazioni nel post gara.
"Anche se essere arrabbiati stasera è difficile, abbiamo fatto qualcosa di importante. Nel finale loro hanno inserito tanti giocatori offensivi, è stata una battaglia. Meritavamo una vittoria come questa anche da dedicare al nostro mister. Questa vittoria è soprattutto per lui che ci mette sempre la faccia nei momenti di difficoltà".
Mettere la squadra davanti a tutto, la continua ricerca dello "zero virgola" per migliorare, la compattezza nel credere nel progetto Atalanta. Mentalità da campione e da leader. La vera prima pietra atalantina da cui ripartire l’anno prossimo perché, come recitava la canzone Fly Like an Eagle accompagnando le gesta di Jordan: "Time keeps on slippin' into the future".











