L'amarezza di Chivu: "Mi ha ferito ciò che i miei figli hanno letto su di me ad inizio anno"
Nel corso della conferenza stampa tenuta ieri sera dopo la vittoria della Coppa Italia, contro la Lazio, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha parlato anche degli aspetti che maggiormente lo hanno ferito dal suo ritorno in nerazzurro, da allenatore (clicca qui per leggere la conferenza integrale di Chivu post-finale).
La chiamavano 'stagista': cosa l'ha più ferita e cosa le dà più soddisfazioni?
"Soddisfazioni è semplice, per ciò che mi ha ferito dico quello che i miei figli hanno dovuto leggere su di me a inizio stagione. Chiedo scusa io per qualcun altro".
Si è goduto di più a vincere da calciatore o da allenatore?
"Ho vinto anche in Primavera e quella nessuno me la toglie. Lì ho pianto, mentre una settimana fa e oggi no. Lì sì, perché è stato bello, hanno dato l'anima e in semifinale perdevamo 3-0 all'intervallo, ribaltandola, e poi battendo in finale la più forte del campionato. Quello è il primo e non me lo togliete. Sono strafelice del mio percorso nel settore giovanile di questa società, ma più per i ragazzi, se lo meritano. Sappiamo che aspettative ha una società come l'Inter, noi dobbiamo farci trovare pronti. Ci siamo guadagnati questo col lavoro, vincendo trofei, e vogliamo continuare così".
Come arrivava a questa notte?
"Sono sui campi da una vita e cerco di capire il mondo. Ho fatto molti anni da allenatore delle giovanili, perché serve un percorso, non sei mai pronto per certe cose. E mi è servito, dal basso ho imparato mille cose che mi sono servite quest'anno. E incontrare questo gruppo è stato fantastico: ci mettono la faccia, hanno ambizioni e trovano le motivazioni, mettendo a disposizione dell'altro la miglior versione che hanno".











