Un Amorim così grande da cambiare il futuro di Leao? In questo Milan tutto è possibile
Il nuovo Milan sembra finalmente iniziare a prendere forma, con l'allenatore che, dopo un casting infinito per i tempi del calcio moderno, è stato individuato in Ruben Amorim, il quale a differenza degli altri profili contattati nei giorni scorsi ha dato quelle che sembrano proprio delle garanzie in merito alla sua firma su un contratto triennale (due anni certi, più il terzo eventuale da far scattare con l'opzione di rinnovo automatico) con il Milan da 5,5 milioni di euro a stagione di ingaggio.
Amorim avrà una serie di situazioni tecniche da gestire, ma anche da capire come porsi di fronte a dei singoli che danno forma allo spogliatoio rossonero. Compito anche dei dirigenti, e non solo Ibrahimovic, ma anche di Krosche e dell'eventuale direttore sportivo che quest'ultimo (in arrivo dall'Eintracht Francoforte) porterebbe con sé. In tal senso, una frase che si ripete in questi giorni a Casa Milan è che Amorim, ma in generale il nuovo allenatore, non dovrà essere lasciato solo ed esposto ai venti delle critiche trasversali, ma sostenuto e appoggiato anche dalla struttura alle sue spalle.
Su tutti, c'è il caso Rafael Leao. Reduce dall'anno ambientalmente più difficile da quando è in rossonero, il portoghese non ha perso tempo a far sapere a più riprese di ritenere conclusa la sua avventura al Milan. Potrà il nuovo allenatore provare a incidere, in virtù dello stesso passaporto e della lingua, oltre che volendo pure di una precedente militanza allo Sporting CP che li accomuna (per quanto non si siano mai incrociati)? La domanda è lecita, la sensazione è che la risposta sia negativa. Ma vedendo gli sviluppi, rimane ferma l'idea che in questo Milan sia tutto possibile.






