Amorim sa come far segnare i 9. Il caso Gyokeres e la speranza del suo nuovo Milan
Il Milan ha scelto Ruben Amorim per la panchina. Dopo settimane di incontri, colloqui e dietrofront, il management rossonero ha preso la direzione del tecnico portoghese ex fra le altre di Sporting CP e Manchester United. Una scelta di rottura rispetto al recente passato, che presuppone idee di calcio nuove e prospettive offensive sul campo.
Fra le prime questioni che il nuovo allenatore affronterà con la dirigenza in tema di calciomercato ci sarà certamente quella dell'attacco. Perché Leao sembra sempre più lontano, Pulisic si porta dietro dubbi sul rinnovo, Nkunku non ha propriamente convinto e Santiago Gimenez è reduce da una stagione da zero gol in campionato. Inevitabile, per il nuovo Milan, iniziare a guardarsi intorno.
L'idea sarà quella di trovare finalmente un 9 in grado di fare la differenza, invertendo così una tendenza preoccupante che dura da oltre un decennio. L'ultimo giocatore in grado di incidere coi propri gol, più di 15 in un torneo, fu Carlos Bacca nel 2015. Un'era sportiva fa. Ed in questo senso Amorim sembra essere una buona garanzia guardando al suo passato: allo Sporting sotto la sua gestione esplose un certo Viktor Gyokeres. Arrivato a Lisbona da semisconosciuto, in 68 partite giocate con Amorim lo svedese ha segnato la bellezza di 66 gol. In pratica uno a partita. Fermandoci al solo campionato portoghese la media si alza ulteriormente: in 44 apparizioni, sono state 45 le esultanze. Più di una a partita. Questo non certo per dire che il Milan ci proverà per Gyokeres, impossibile portarlo via oggi dall'Arsenal. Ma per far capire come i concetti tattici di Amorim possano valorizzare al massimo un 9 con potenziali gol nelle gambe.






