Antonelli: "Roma, punterei su Giuntoli per il dopo Massara. Mandragora resta alla Fiorentina"
L'agente Stefano Antonelli è intervenuto ai microfoni di TMW a margine del Gran Galà del Calcio ADICOSP:
L'Inter ha meritato lo scudetto?
"Ha vinto la squadra più forte con l'organico migliore. C'è forse un rammarico per il Napoli, che ha avuto tanti infortuni per la strada, ma alla fine ha vinto chi meritava di vincere. Chivu ha dimostrato di poterci stare: ha saputo gestire bene ogni situazione e i momenti difficili. C'è stato un attimo in cui l'assenza di Lautaro si è fatta sentire più del dovuto, ma l'Inter aveva accumulato un tale vantaggio sulle altre che la vittoria è meritatissima."
La corsa Champions?
"Secondo me il quadro si sta delineando. La Roma resta una mina vagante, ma il suo destino dipende da chi sta sopra: Milan e Napoli sono delle corazzate. Più che dalla Roma stessa, l'ingresso in Champions dipenderà dal passo di chi la precede."
Il caso Gasperini-Ranieri?
"La verità, al di là dei comunicati, è che Ranieri aveva scelto Gasperini, ma il percorso ha dimostrato che Gasperini ha una personalità molto forte. Roma non è l'Atalanta, dove la famiglia Percassi è presente 24 ore su 24 a Zingonia. Nella Roma, il ruolo di Ranieri era importante, ma non da direttore sportivo. Ricky Massara è un ottimo DS, ma Gasperini ha un carattere tale da aver probabilmente dettato un 'aut-aut': o lui o gli altri. Quando succede questo si innesca un effetto domino: va via Ranieri, si mette in discussione Massara... e domani cosa accade? Credo che la Roma debba avere più solidità e riferimenti forti all'interno di Trigoria; solo allora potrà ottenere il massimo da Gasperini."
Il dopo-Massara: D'Amico o Giuntoli?
"All'epoca del primo addio di Massara c'erano in ballo Campos, Faggiano e Petrachi. Io dissi che se il club avesse creato il giusto connubio tra Baldini, Massara e Totti, non ci sarebbe stata dirigenza più forte. Oggi ribadisco che Massara è un DS importante; avere carattere non significa urlare, si può essere autorevoli anche dialogando. Se parliamo di Tony D'Amico e Cristiano Giuntoli, sono due modi opposti di interpretare il ruolo. Cristiano è 'da prima linea', essenziale, quotidiano, un uomo di presenza. Tony predilige la 'seconda linea', è meno esposto mediaticamente. Roma è una città particolare, con un'esposizione mediatica decuplicata tra radio e tv. Io fra i due sceglierei Giuntoli"
Il fattore Fabio Paratici alla Fiorentina
"Dico solo che la Fiorentina è stata bravissima a prenderlo subito. Se fosse libero oggi, avrebbe almeno 3 o 4 offerte da top club europei e italiani. La Roma lo avrebbe cercato per prima, non ci sarebbe stato neanche il 'toto-direttore'. Nel girono di la Fiorentina è terza o quarta in classifica nonostante difficoltà infinite, pressioni forti e perdite importanti. Si sono salvati e sono felicissimo. Chiamiamolo pure 'anno zero', dove l'unico obiettivo era la salvezza, ma il vero lavoro di Paratici inizierà a vedersi dal prossimo anno. Gli hanno fatto 4 anni e mezzo di contratto, una mossa lungimirante."
La panchina della Fiorentina: Vanoli o Grosso?
"La Fiorentina il prossimo anno cambierà molto l'organico. Potrebbe esserci un pensiero conservativo: Vanoli ha capito l'ambiente e ha fatto un lavoro più che dignitoso. Non gli si poteva chiedere lo spettacolo in quella condizione di classifica. Dall'altra parte c'è Fabio Grosso, un mio storico calciatore che ha fatto un campionato strepitoso. Ha saputo gestire un'icona come Matic e contemporaneamente valorizzare i giovanissimi. È sicuramente un allenatore da Fiorentina. La scelta dipenderà da che tipo di squadra vorranno costruire: per Vanoli serve un certo organico, per Grosso un altro."
Mandragora resta alla Fiorentina?
"Ha altri due anni di contratto, sta benissimo a Firenze come uomo e come atleta. Non ho il minimo dubbio."
Nazionale: Mancini, Allegri o Conte?
"Pensare a un 'Antonio Conte II' sarebbe bellissimo, ma è un momento particolare per il calcio italiano. Per convincerlo servirebbe un progetto di 3 o 4 anni, fino al prossimo Mondiale, perché c'è da cambiare un'intera generazione. Mancini accetterebbe immediatamente, anche per il rapporto storico con Malagò. E Max Allegri? Max dove lo metti sta bene, non ha bisogno di presentazioni. Se decidesse di prendere in considerazione la soluzione Nazionale, lo vedrei benissimo."











