Arnautovic sfida il passato per convincere l’Inter del suo futuro
Per il Bologna, Marko Arnautovic è stato un trascinatore, anche in tempi non semplici. Oggi i rossoblù volano e sognano l'Europa, ma nelle due stagioni precedenti - scremate degli ultimi sei mesi fra bassi e alti - all'attaccante austriaco si sono appoggiati ricavandone risposte determinanti: 25 gol in 58 partite, a tutti gli effetti la parentesi più felice nella carriera del centravanti classe '89, che questa sera a San Siro ritroverà, da titolare, il suo recente passato.
L'Inter studia l'attacco. Al momento, la priorità in casa nerazzurra è sulla corsia di destra, complice il lungo stop di Cuadrado. Lo stesso Arnautovic e Alexis Sanchez, che questa sera non sarà nuovamente a disposizione di Simone Inzaghi, non hanno dato le risposte che ci si aspettava. Difficile tenere il passo devastante di Lautaro e Thuram, ma l'austriaco e il cileno, quando sono stati abili e arruolabili, sono volati su standard ben più lontani. Ragion per cui i ragionamenti arrivano a 360°: anche se Arnautovic, visti gli accordi col Bologna, rimarrà comunque, un conto è farne la terza punta in rosa e ben altro infilare tra lui e i due titolarissimi qualcuno che dia maggiori garanzie.
La terza volta di Davy Klaassen. Discorso per certi versi simili per quanto riguarda il centrocampista olandese, quasi un desaparecido nella bella stagione dell'Inter. Come Arnautovic, che in Coppa Italia ha già giocato proprio con la maglia del Bologna in questa stagione, anche l'ex Ajax dovrebbe giocare la sua terza partita da titolare nell'Inter 2023/2024. L'occasione di farsi vedere, magari non di mettere dubbi nella testa di Inzaghi - lì gioca un certo Mkhitaryan - ma di dimostrare di poterci essere quando serve. E poi chissà il futuro: il contratto annuale prevede l'opzione per un rinnovo di un altro anno. Complice anche la probabile abolizione del regime fiscale derivante dal decreto crescita, il rinnovo sembra fantascienza, a maggior ragione coi fari interisti puntati su Zielinski. Alla fine, però, decidono sempre i risultati.






