Benedetta quella rissa: il Bologna ringrazia De Zerbi e Rabiot per Jonathan Rowe
Se a Vincenzo Italiano, lo scorso luglio, avessero detto che avrebbe dovuto ringraziare una rissa estiva, difficilmente ci avrebbe creduto. E invece è proprio così: anche la partita con la Roma ha certificato lo status di Jonathan Rowe. Con la rete ai giallorossi, l’attaccante inglese, classe 2003, è salito a quota 4 gol stagionali, due dei quali in Europa League. Si aggiungano tre assist, e soprattutto i dribbling, che lo vedono in top 15 in Serie A. Tutto grazie a una rissa.
Riavvolgendo il nastro della stagione, il trasferimento in rossoblù di Rowe nasce in maniera completamente casuale. A metà agosto, dopo il ko con il Rennes alla prima giornata di Ligue 1, gli animi dell’Olympique Marsiglia sono tesi. Grandi protagonisti, l’attaccante inglese e Adrien Rabiot: i due danno vita a una vera e propria scazzottata. Mesi dopo, hanno anche trovato il tempo di chiarire (l’ha detto Rabiot), ma Roberto De Zerbi, all’epoca allenatore dei francesi, ha spiegato di non aver “mai visto, in 30 anni di calcio, una cosa del genere”.
Visti i toni, all’OM non rimanevano grandi alternative: Rabiot e Rowe dovevano partire. Più semplice trovare casa al francese: non per niente, ma Massimiliano Allegri non aspettava altro e i fatti gli hanno dato ragione. Meno scontato risolvere la situazione dell’inglese, anzitutto perché era necessario un esborso economico, ma anche perché si trattava di un giocatore meno conosciuto. A Bologna, però, c’è un certo Giovanni Sartori: ci si è fiondato, insieme a Marco Di Vaio, e anche a lui gli eventi hanno dato ragione.











